25/03/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Il Turreno e il suo centro storico
...tornare ad abitarlo è per me una assoluta priorità, altrimenti il suo destino sarà un sempre più lento decadimento, possiamo si usarlo come scenario per grandi eventi, ma questi da soli non bastano
Bene ha fatto il Corriere ad aprire da tempo un dibattito a più voci sul suo destino, ma il Turreno non
è solo, ci sono tanti altri contenitori vuoti che aspettano da tempo un loro riuso utile a tutta la città.
Trovo quindi riduttivo un intervento che guardi solo allo storico cinema e non pensi a come usare
tutto il resto, a cominciare dal carcere, poi sembra che tra poco partiranno i lavori per il mercato
coperto, il cinema Lilli chiuso da cosi tanti anni, le caserme vuote o ridotte alla mera sopravvivenza,
come il distretto di C.Garibaldi, cosi bello e cosi grande, potenziale risorsa per la stranieri o per altri
usi a cominciare da quello abitativo. Quella di tornare ad abitarlo è per me una assoluta priorità,
altrimenti il suo destino sarà un sempre più lento decadimento, possiamo si usarlo come scenario
per grandi eventi, ma questi da soli non bastano, i lunghi mesi invernali sono duri da superare,
sopratutto per chi vive di commercio e artigianato.
Credo che la prima cosa da fare, sia un inventario di tutti i beni pubblici, metterli in rete e vedere
quale sia per ognuno l'uso migliore, non è possibile che Regione e Comune paghino affitti a privati
con una cosi grande quantità di strutture vuote, di proprietà pubblica.
Per tornare a vivere e ad abitare il centro storico, i parcheggi e il loro prezzo diventa questione
essenziale, sia per chi ci vive sia per chi ci lavora, penso sia stato sbagliato venderli o svenderli
come sembra si sia fatto, non si può chiedere alle famiglie di tornare a vivere in centro se non si
garantisce loro un posto macchina a prezzi molto ragionevoli.
Anche qui i spazi ci sono, penso alle ex officine Piccini in P.S.Angelo, con adeguati lavori vi
potrebbero trovare spazio tutte le auto del rione, penso a tanti parcheggi che si usano solo di giorno,
come quello di agraria in borgo xx giugno, per il quale da tempo gli amici del borgobello chiedono
di poterlo aprire di notte, visto il notevole afflusso di auto richiamate dalle tante attività del posto.
La domanda quindi non è cosa fare del Turreno, ma mettere in essere un piano che riguardi tutta la
città vecchia, guardando alle sue necessità, attenti a non creare doppioni che gia ci sono in
abbondanza, se faccio una cosa al mercato non la posso ripetere al Turreno, altrimenti si rischia che
chiudano entrambe.
Quali sono le priorità cui far fronte, a parte nuovi abitanti, ci mancano strutture per le persone in età
avanzata, ci mancano luoghi dove i giovani si possano ritrovare, senza finire a S.Adrea delle Fratte,
penso a una discoteca con adeguate insonorizzazioni, il cinema Lilli potrebbe essere una soluzione.
Penso ad altri luoghi dove si possa fare arte, musica, teatro, non si può andare avanti a birrette e
spinelli, bisogna che in questo senso anche i giovani che abitano la città si diano una mossa.
Quelli del moderno lo hanno fatto e hanno dimostrato che è una strada percorribile, come lo hanno
fatto quelli di Umbria grida terra al mercato coperto, dove ancora non si è capito bene cosa si voglia
fare, chi sia il privato che lo prenderà in gestione e per farci cosa.
Ci mancano poi strutture adeguate per grandi concerti, oggi o si va a S.Maria o si usa il palazzetto,
con una acustica impossibile, lo stesso discorso vale per congressi o grandi manifestazioni, non è
possibile che per seguire il festival del giornalismo, la più qualificata manifestazione culturale della
città, bisogna fare ore di fila e non trovare posto come spesso accade.
Il Turreno dovrebbe servire a questo, non sono un tecnico, ma credo si possa pensare ad una
struttura modulare e polivalente, dove però il numero dei posti a sedere sia molto alto, quando
serve. Di strutture piccole ne abbiamo già tante, credo tra l'altro sia stato un errore investire tutti
quei soldi a S.Francesco al prato, per avere i stessi posti del Morlacchi, in una zona dove non si
arriva nemmeno con un autobus per portare un orchestra, la chiesa andava solo consolidata e usata
per mostre o altre attività.
Da ultimo, che si rispetti chi nel centro storico, in questi anni difficili, ha investito rischiando molto
e di tasca propria, al Turreno un bar esiste, come esiste una tavola calda li accanto, mi sembra giusto
tenerli nella dovuta considerazione.
Primo Tenca
presidente società mutuo soccorso di Perugia.
(da Il Corriere dell'Umbria del 3 aprile 2016)

Primo Tenca

Inserito mercoledì 6 aprile 2016


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