25/05/2019
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(In)civiltà
Tra organizzazione e comportamenti


In alcuni di quelli che amano definirsi paesi civili capita che, se uno spettacolo è programmato per le ore 21,00, venga fatto iniziare alle ore 21,00, (senza il nostro quarto d’ora accademico) e che, chi arriva in ritardo, non venga fatto entrare; è una forma di rispetto verso gli spettatori che arrivano puntuali. Ieri sono stato all’hotel Giò per assistere al concerto di Fresu/Di Bonaventura, organizzato dal Perugia jazz club per le ore 21,15 ed è successo questo: sono arrivato con mezz’ora di anticipo rispetto all’orario di inizio per poter scegliere un posto che permettesse sia di sentire che di vedere bene e non mi sono certo stupito per un leggero ritardo nell’inizio del concerto; lo stupore è venuto dopo perché, circa 15 minuti dopo l’inizio, una persona dello staff ha fatto entrare in sala 2 spettatori. Il peggio, però (come dice un vecchio proverbio) viene sempre dopo: si sono infatti accomodati su delle sedie appositamente portate per loro e sistemate proprio davanti a dove ero seduto, con la conseguenza che non ho più avuto il piacere di vedere niente nonostante la mia inutile richiesta di togliere le sedie incriminate e la decisione di lasciare la sala. Posso dire “cornuto e bastonato”?
Il rimedio sarebbe forse stato semplice: alzarmi e mettermi in piedi davanti a queste persone ma, così facendo, avrei quasi sicuramente disturbato il concerto di un artista che amo. Non so se ci sarà una prossima volta, ma, se ci dovesse essere, chi è stato avvisato è mezzo salvato…
P.S.: nelle poltroncine davanti a me erano sedute due signore che, a più riprese, davano fastidio con gli smartphone accesi ed alzati per fare foto sopra la testa delle persone: quando la mia vicina, spazientita dalla maleducazione, ha chiesto di smettere, è stata mandata a quel paese…   

Carlotta Salzone e altri spettatori

Il Sabato 9 Aprile 2016 18:20, JAZZ CLUB PERUGIA <info@jazzclubperugia.it> ha scritto:


Gentile Carlotta e altri spettatori,
come avrete notato nel programma è precisamente riportato che il concerto è ufficialmente programmato per le ore 21:30 (e che, concordiamo con lei, per una pessima abitudine tutta italiana che tolleriamo ma non apprezziamo, porta ad iniziare con 10 minuti di ritardo). E altrettanto precisamente è riportato che gli abbonati hanno un posto riservato nelle prime file.

Solo di questo siamo responsabili, non della maleducazione delle singole persone.

Tantomeno in un contesto intimo e quieto quale quello della stagione da noi organizzata che riteniamo non debba richiedere (per quantità e qualità degli spettatori) l’impiego di buttafuori.

Ci dispiace, ciò nonostante, per il disagio subito da lei ed altri spettatori da parte di alcuni abbonati.

Cordiali saluti.
 
Associazione Jazz Club Perugia


Spett.le
Jazz club Perugia,

in merito a quanto scritto da mia moglie, Salzone Carlotta, aggiungo quanto segue: premesso che l'orario da me indicato voleva essere un orario generico da prendere come riferimento solo ed esclusivamente per esprimere il concetto di un altrettanto generico ritardo, faccio notare che il concerto era ufficialmente programmato per le ore 21,15 e non per le ore 21,30 come da Voi erroneamente indicato nella mail; potrete controllare l'esattezza di quanto da me affermato sia nei biglietti (v. all.) sia aprendo il seguente link:
 
 http://www.jazzclubperugia.it/evento/paolo-fresu-daniele-di-bonaventura/?instance_id=32
 
nel quale, come dimostra il "copia e incolla" qui di seguito riportato (che potrà evitarVi la fatica di controllare quanto da me affermato), si legge:
 
PAOLO FRESU / DANIELE DI BONAVENTURA
  
QUANDO:
7 aprile 2016@21:15
  
 
Prescindendo dalla “stranezza” che chi ha organizzato un concerto non ne conosca l’orario di inizio (ma forse è solo una “disattenzione” e non un attentato alla nostra intelligenza), ribadisco comunque il fatto che, qualunque fosse l'orario di inizio, a concerto abbondantemente iniziato non solo sono stati fatti entrare due spettatori (senza nemmeno attendere che i musicisti terminassero di suonare il pezzo che stavano eseguendo) ma sono anche stati fatti accomodare su delle sedie appositamente portate per loro da un membro del personale e piazzate nel bel mezzo del corridoio centrale proprio davanti alla mia poltrona.
Per quanto riguarda poi l'osservazione che gli abbonati hanno diritto ad un posto riservato "NELLE" prime file, non ho assolutamente niente da obiettare ma, proprio come avete scritto, i posti a cui hanno diritto sono "NELLE" prime file e non "FUORI" dalle prime file; mi sembrerebbe infatti logico ipotizzare che, quando parlate di posti riservati agli abbonati nelle prime file, si debba sottintendere "di poltroncine". Se aveste invece voluto immaginare un ipotetico prolungamento delle file delle poltroncine tramite l'inserimento nel corridoio centrale di sedie ad hoc portate, dovrei riconoscerVi una fantasia pressoché illimitata.  
Per quanto concerne l'impiego di eventuali buttafuori, concordo con Voi nel pensare che non ce ne sia la necessità; basterebbe forse evitare gli "accompagnadentro".
In merito infine alla maleducazione delle singole persone ed alla mancanza di responsabilità degli organizzatori degli eventi per i comportamenti degli spettatori, avendo il piacere di frequentare da alcuni decenni i concerti di UJ, mi permetto una sola domanda: se, durante un concerto di Keith Jarrett venissero scattate delle foto (magari con il flash), visto e considerato che l'organizzazione non ha la responsabilità dei comportamenti degli spettatori, nessun componente dello staff provvederebbe a fermare lo scriteriato fotografo?
Cordiali saluti.
 
 



Alessandro Chiari

Inserito lunedì 11 aprile 2016


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