23/01/2019
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Il nuovo Turreno al servizio della cultura e delle grandi manifestazioni cittadine
Il Turreno, quindi, come tassello di una città della cultura, in grado di generare futuro in termini di cittadinanza e vita sociale

È finito il Festival internazionale del giornalismo e Perugia per una decina di giorni è stata una città che parlava inglese, finestra aperta sul mondo al centro di tutto quello che ruota nel mondo dei media. Una città le cui immagini ora, grazie ai tanti ospiti venuti da fuori, stanno facendo il giro del mondo, comprese le lunghe file delle persone fuori dalla sala dei Notari e dagli altri luoghi degli incontri in attesa di entrare. File identiche a quelle che tra non molto vedremo per Umbria jazz prima ed Immaginario festival dopo.

Immagini suggestive che pongono a Perugia il solito problema della mancanza di uno spazio adeguato a questo tipo di manifestazioni che abbia almeno un migliaio di posti. Un'esigenza che non può che portarci al Teatro Turreno del quale proprio ora si sta discutendo il futuro. Che secondo noi non può che partire da questo bisogno che è delle tre manifestazioni citate, ma anche del Teatro Stabile, di chi organizza spettacoli teatrali e concerti ed anche di chi necessita di uno spazio di questo tipo per congressi e convention.

C'è solo da sperare che chi ha la possibilità di decidere l'avvenire del Teatro Turreno abbandoni l'idea di trasformarlo in un nuovo centro commerciale all'interno del quale la funzione che prima svolgeva il teatro sarebbe solo sussidiaria. È una visione superata figlia del secolo passato e, specie nella nostra città e regione, sfruttata ed abbondantemente consumata, ma pensi al Turreno partendo dalle lunghe file del Festival del giornalismo. Non permetta che un'importante testimonianza architettonica, storica e sociale del Novecento come quel teatro vada dispersa facendole continuare la sua funzione di luogo d'incontri ed intrattenimenti popolari e culturali.

Lo adegui, quindi, ai tempi che stiamo vivendo, facendolo diventare un modello capace di favorire la frequentazione tra linguaggi e manifestazioni culturali diversi facendo in modo che possano esprimersi e vivere in un luogo comune e non in posti separati e, come tante volte abbiamo visto, angusti.

Il Turreno, quindi, come tassello di una città della cultura, elemento di un mosaico dato dal cinema, dal Festival del giornalismo, Umbria Jazz, Immaginario, le nostre università, gli istituti di studio superiore e, quando ci sarà il Parco delle Mura. In grado di generare futuro in termini di cittadinanza e vita sociale. Buono non solo per il marketing ma per produrre cultura e cittadinanza aiutandoci a rimanere o diventare cittadini di Perugia e del mondo sempre più consapevoli e non a trasformarci in clienti passivi.



Cesare Barbanera, Vanni Capoccia


Inserito mercoledì 13 aprile 2016


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Commenti

Nome: Alessio Relli
Commento: Ottimo. La Tramontana bisognerebbe inventarla se non ci fosse

Nome: Dori Verdi
Commento: Di un Teatro o cinema dovrebbe interessarsene l'assessore alla cultura. Invece se ne occupa quello al marketing. E questo spiega tutto: Che alla Severini hanno fatto capire che può giocare pure con la carnevalata di braccio, ma non si deve impicciare delle cose serie. Spiega anche che il vice sindaco è uno che aveva la maschera da ambientalista e uomo di cultura. Invece è un politico mediocre pieno di sé che per la propria ambizione ha sputtanato quelli che nel suo impegno ambientalista avevano creduto

Nome: Marco
Commento: Fanno tanto i moderni quelli che vogliono trasformare il Turreno in un centro commerciale con una residuale attività culturale I(cinema ed altro), ma sono ruderi del secolo scorso che non sanno guardare avanti.

Nome: francesco giulietti
Commento: E' assurdo non vedere i bisogni delle nostre grandi manifestazioni

Nome: Lorella Agnizzoli
Commento: Naturalmente l'autocivico vice sindaco lascia che tutto vada come il marketing vuole che vada. Il Turreno come il mercato diventerà un centro commerciale. Per fortuna che l'autocivico vice diceva che non bisognava consentire che la periferia venisse portata in Centro. E i centri commerciali che cosa sono se non simboli delle periferie.

Nome: Costanza Ciabatti
Commento: Chi si interessa del Mercato coperto? E chi del Turreno? Fioroni assessore al marketing. Per la giunta comunale di destra perugina la cultura (anche il mercato lo è) è un sottoprodotto del marketing.

Nome: Giap
Commento: Clap, clap, clap!!

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