23/08/2019
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Pietro Pinna ci ha lasciato
Pietro Pinna, ricordato come il primo obiettore di coscienza “politico” italiano, ha speso la sua vita per la costruzione della nonviolenza organizzata nel nostro Paese

Il Movimento Nonviolento è in lutto. Oggi si è spento a Firenze Pietro Pinna, che – insieme ad Aldo Capitini – ne fu il fondatore.

Pietro Pinna, ricordato come il primo obiettore di coscienza “politico” italiano, ha speso la sua vita per la costruzione della nonviolenza organizzata nel nostro Paese.

Dopo gli anni di carcere militare a cui fu sottoposto per il pinna manettesuo rifiuto del servizio militare obbligatorio, si impegnò attivamente per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza.

Dopo la prima Marcia Perugia-Assisi divenne il più stretto collaboratore di Aldo Capitini, con il quale fondò nel 1962 il Movimento Nonviolento, assumendone la guida, e nel 1964 la rivista Azione nonviolenta, della quale è stato fino ad oggi direttore responsabile. Pietro Pinna – Piero, per tutti – ha avuto sempre chiaro che non si può sconfiggere la guerra senza eliminarne lo strumento che la rende possibile, gli eserciti.

E in questo impegno per la nonviolenza specifica – fatto di disobbedienze civili, marce antimilitariste, azioni dirette nonviolente per il disarmo unilaterale – ha speso ogni momento del la sua esistenza, coerente e rigoroso soprattutto con se stesso, sempre aperto all’incontro con l’ altro nella tensione e familiarità della ricerca della verità. Oggi, i giovani, che tanto a cuore stavano a Piero, che si affacciano all’esperienza del servizio civile, sanno – o dovrebbe sapere – che la loro esperienza di difesa civile non armata e nonviolenta è possibile soprattutto grazie all’impegno di una vita di Pietro Pinna.

Ciao Piero.

http://www.azionenonviolenta.it/ci-ha-lasciati-pietro-pinna/


E' MORTO PIETRO PINNA PRIMO OBIETTORE DI COSCIENZA ITALIANO

Non so quante persone sappiano o ricordino chi sia Pietro Pinna. E' stato per tutta la vita un non violento. Nel 1948 quando lo chiamarono per la leva si rifiutò di fare il militare diventando il primo obiettore di coscienza italiano, per la prima ma non ultima volta pagò con il carcere la sua fede non violenta. Tutti i giovani che poi ebbero la possibilità di scegliere senza problemi il servizio civile al posto del militare lo debbono prima di tutto a quella sua solitaria, faticosa, dolorosa scelta ed al suo successivo impegno in tal senso.

Stretto collaboratore di Aldo Capitini con il quale ha organizzato diverse Marce della Pace ha vissuto per tanti anni a Perugia. Per tutto quello che in vita aveva fatto da uomo amante della non violenza, per la sua vicinanza a Capitini, per il ricordo che aveva lasciato a Perugia la società Generale di Mutuo Soccorso di Perugia il XX Giugno del 2015 lo fece suo Socio onorario.

E' una delle persone più buone che finora mi sia stato dato d'incontrare. Con Pietro la terra sarà leggerissima.

Vanni Capoccia




Inserito giovedì 14 aprile 2016


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