25/03/2019
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Un ricordo di Pietro Pinna
Ha lasciato un segno nella nostra città dove ancora viene unanimemente ricordato con affetto e grande stima

Con Pietro Pinna scompare una figura altamente significativa per quanti si riconoscono nella nonviolenza come metodo d'azione politica. Umile, pacato, ma nello stesso tempo tenace e risoluto, è stato un sicuro punto di riferimento di lotta per il cambiamento sociale nella prospettiva indicata da Capitini.

E proprio di Capitini fu stretto collaboratore e degno continuatore. L'abitazione perugina di Via Villaggio Santa Livia, la stessa dove risiedette Capitini, divenne importante luogo d'incontro per obiettori, antimilitaristi, nonviolenti nonché efficace, fattivo centro di propulsione e iniziativa. Ha lasciato un segno nella nostra città dove ancora, a distanza di anni dal suo trasferimento a Firenze, viene unanimemente ricordato con affetto e grande stima. Per questo, nel 2015 avevamo proposto, senza esito, la sua iscrizione nell'albo d'oro del Comune di Perugia.

Con Pinna siamo stati dentro la complessa organizzazione delle varie marce per la pace Perugia-Assisi, alle campagne per l'obiezione di coscienza, alle manifestazioni di piazza, ai seminari di studio, ai campi di lavoro: in una parola, Pinna non ha minimamente esitato a suggerire iniziative, sempre sostenendole in prima persona, sottolineandone anche le rispondenze internazionali d'ampio respiro, radicalmente fedele al principio che all'enunciazione delle idee deve seguire immediatamente l'applicazione concreta, per cui il nonviolento si connota per un atteggiamento di vita trasparente, per la generosità e la disponibilità ai rapporti con gli altri, per la semplificazione e la riduzione delle proprie necessità, a cominciare dagli interessi personali.

Siamo stati vicini a Pinna quando il 17 gennaio 1975 da segretario del Movimento Nonviolento, fu arrestato a Perugia per un manifesto antimilitarista con l'accusa di vilipendio alle Forze armate.

Dopo quattro settimane nel carcere di Piazza Partigiani, Pinna fu liberato dopo che fu accolta dal Presidente della Repubblica la sua istanza di grazia. Sul suo caso si creò un movimento di opinione pubblica con volantinaggi, raccolta di firme, lettere e telegrammi alle autorità interessate e distribuzione del testo del manifesto che era stata all'origine della condanna.

Con Pietro Pinna se ne va un politico di altri tempi, speriamo futuri.





 



Mario Albi, Michele Guaitini, Andrea Maori

Inserito lunedì 18 aprile 2016


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