26/03/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Bambini che abbracciano le mura: qual è il progetto didattico?
Centinaia di bambini portati in giro per la città vestiti con casacchette colorate per "abbracciare le mura": ma qual era il progetto? chi lo ha preparato? che ruolo ha avuto la scuola? Si sono "usati" i bambini per altri scopi?

Ho visto le foto della manifestazione, organizzata dal Comune di Perugia su sollecitazione dell'Associazione Radici di Pietra, in cui centinaia di bambini sono stati portati in giro per la città vestiti con casacchette colorate per "abbracciare le mura".

La cosa, lo dirò subito, non mi è piaciuta per niente, ma siccome non vi ho partecipato, aspettavo i commenti e le considerazioni di chi l'ha organizzata e di chi c'era: cosa che purtroppo non ho visto, malgrado le foto colorate e i comunicati (ovviamente autocelebrativi).

Allora, vorrei porre alcune domande, nel tentativo di stimolare quei commenti e considerazioni, e anche per spiegare perché non mi è piaciuta la cosa.

La prima questione riguarda ovviamente i bambini: sono stati portati ad abbracciare le mura, e poi in giro per la città, ma sono stati resi coscienti di quello che stavano facendo?
Qual è stato il percorso didattico che li ha portati a prender coscienza del valore storico delle mura etrusche, del significato simbolico dei colori che indossavano, e del gesto che erano invitati a fare: abbracciare le mura? Che cosa ha preceduto e che cosa seguirà, come lavoro didattico nelle classi, a questa giornata?

Questa questione si estende subito alla seconda, e cioè quella che riguarda la scuola: in che modo la scuola ha collaborato alla costruzione del progetto? Quanti insegnanti e dirigenti scolastici c'erano nel gruppo di lavoro che ha preparato l'iniziativa?
Qual è stato il progetto del percorso didattico, e dove lo si può leggere?
Quali prodotti ha permesso, o permetterà, di ottenere, e dove saranno visibili?

La terza questione infine riguarda tutti: quanto è costata la manifestazione? quanto hanno pagato le famiglie? e quanto ha pagato il Comune?
Come al solito, siamo sempre qui a chiedere il conto della spesa, ma la cosa non deve sembrare banale, visto che mentre si organizzano queste celebrazioni di massa si tagliano i servizi, si eliminano le offerte culturali, si risparmia su nidi e scuole. E le famiglie sono chiamate, in tempi così difficili, a tirar fuori altri soldi per sopperire ai tagli comunali.
Facciamo due conti: una casacchina più il trasporto, fanno almeno 4-5 euro a bambino; moltiplicati per duemila alunni, fanno otto-diecimila euro. Chi li ha messi: le famiglie, o il comune (cioè noi cittadini)?

E' evidente che pongo queste domande perché ho il forte timore (non dirò la certezza) che la giornata sia stata una passerella di bei bambini, inquadrati e uniformati secondo uno schema organizzativo del tutto esterno alla scuola.

Insomma, che ancora una volta si sono voluti usare i bambini per qualcosa che passa del tutto sopra le loro teste, e che si sia usata la scuola senza un reale coinvolgimento.

Certo, se questo fosse vero, le responsabilità sarebbero gravi, sia da parte del Comune (ed anche dell'associazione proponente), sia da parte della scuola, che ha accettato di fornire le masse per una scenografia degna di altri tempi o altri regimi.

 




Inserito martedì 24 maggio 2016


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