20/03/2019
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Liberare; Comunità; Compromesso: le parole sono importanti
Due interventi sulla città, a partire dalle Logge di Braccio e dell'Ostello di Ponte Felcino

«Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste. Le parole sono importanti”. Diceva Nanni Moretti ne “La palombella rossa”. E proprio di parole risuonate in questi giorni vorrei parlare.

La prima che mi viene in mente è LIBERARE. È bellissima, sa di Resistenza, Liberazione e Costituzione, anche di uccelli curati e lasciati liberi di volare. Invece, l'assessore ai servizi sociali della giunta di destra di Perugia, l'ha usata come sinonimo di cacciare. “Liberare Ponte Felcino”, infatti, ha detto. Ma la verità è che vogliono cacciare dall'ostello di Ponte Felcino i rifugiati che ospita per servirli come uno scalpo agli intolleranti che l'hanno richiesto. Per fortuna che il Vescovo ausiliario di Perugia è intervenuto sull'argomento restituendo alle parole il loro giusto significato.
 
Un'altra parola è COMUNITA'. L'ha usata Papa Francesco parlando ai vescovi italiani, quindi anche al Vescovo Paolo ed al Cardinal Bassetti di Perugia. Francesco ha parlato di una chiesa povera e dei preti scalzi che costruisce comunità. Però ci sono le Logge di Braccio che i nostri vescovi hanno deciso di privatizzare. Mi chiedo come sia possibile costruire comunità privatizzando un luogo pubblico per eccellenza, dandolo ad una sola persona. Il posto dove è nata la comunità perugina e si è sviluppata quella dei cattolici.
 
L'ultima è COMPROMESSO.  Ai giorni nostri ha un'accezione negativa, quante volte sentiamo dire “io non faccio compromessi”. Eppure senza di essi non ci sarebbe vita sociale. La vita di tutti noi è un continuo cercare mediazioni. Ed allora, tornando alle Logge il Cardinale Bassetti tempo fa aveva detto che avrebbe voluto incontrare chi contestava la loro privatizzazione. Lo faccia. Imiti Papa Francesco, prenda il telefono e li chiami. Sono sicuro che un compromesso lui, uomo di Chiesa, sia in grado di trovarlo.

Francesca Berioli

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Cara Tramontana,

domenica sera ho ascoltato alcuni interventi davanti alle logge di Braccio.
Ho capito che ci sono giovani che amano la città e che esaltano i valori della partecipazione mentre le generazioni di Perugini precedenti a loro, mi sembrano defilate e taciturne.
Hanno anche ammesso che la battaglia è perduta, ma non per questo intendono desistere Hanno argomentato citando Gramsci, Dostojeschi, Papa Francesco, ecc., e lo hanno fatto con garbo senza indulgere ad espressioni pesanti .
Ma rimanendo  all'uso del patrimonio pubblico  come è stato fatto nell'ultimo periodo, e che ha visto le Amministrazioni del recente passato impegnate a vendere e a svendere pur di fare cassa, ritengo che la risorsa di questi giovani potrà estendersi non più in maniera episodica.
Penso all'uso dell'area dell'ex ospedale, a tutti i beni dell'ex Ipab, ex Eca, San Martino, Boneggio, Collestrada, Palazzo Bianchi ecc.
Patrimoni che si sono accumulati in tanti secoli...
Penso ai contenitori vuoti come l'ex Mercato Ortofrutticolo di via Settevalli con le centinaia di tetti in amianto, anch'esso ceduto ad una Ditta di Modena, all'ex collegio degli Orfani sanitari, all'ex Tabacchificio, alla possibilità di restiture alla città l'ex Ospedale militare di santa Giuliana, l'ex Carcere, ecc...
Credo che ci siano tutte le condizioni intellettuali per fare proposte argomentate o quanto meno esigere, nel bene e nel male, una preventiva e diffusa partecipazione.
I cittadini avrebbero il diritto di dire la loro, ancor prima che si manifestino le iniziative di Società private, ahinoi, sempre esterne ai nostri territori e che non ne conoscono la storia. Di questo passo si rischia di lasciare a i posteri una città del tutto diversa da quella da noi vissuta ed amata.
Questa mia nota la rivolgo a te che hai il merito di aver già fatto molto per riaffermare i valori della tradizione e della partecipazione.
Cordialmente,
Angelo Alunni




Francesca Berioli e Angelo Alunni

Inserito mercoledì 25 maggio 2016


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Commenti

Nome: Francesca Berioli
Commento: Stamattina ho deciso di inviare il mio scritto, che vi ringrazio di aver pubblicato, alla segreteria dell'Arcivescovo di Perugia

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