18/01/2019
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Dopo la Brexit, fermiamo il Trattato transatlantico perché vogliamo una vera Europa
Ferma il Trattato transatlantico (StopTtip) Italia insieme a 240 Ong chiede la sospensione dei trattati e il ritiro del mandato alla Commissione europea

«Ritirate il mandato negoziale per il Trattato transatlantico ». È la richiesta della Campagna Ferma il Trattato transatlantico (StopTtip) Italia rilanciata assieme ad altre 240 organizzazioni non governative di tutta Europa in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Donald Tusk e ai Capi di Stato e di Governo dell'Unione (per l'Italia al Presidente del Consiglio Renzi e al Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda) in occasione del Consiglio Europeo di oggi.
Per la Campagna Ferma il Trattato transatlantico Italia ogni passo in avanti sul negoziato sul Trattato transatlantico e sull’approvazione del Ceta (l’accordo con il Canada gemello del Trattato transatlantico (StopTtip), sarebbe un ulteriore strappo tra l’opinione pubblica e un’Unione Europea sempre più percepita come a uso e consumo degli interessi economici. Lo dimostrano le preoccupazioni espresse anche dai deputati italiani che sono entrati nella sala di lettura aperta a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il 30 maggio scorso. Oggi è tornato in quella stanza il parlamentare Giulio Marcon, che già aveva denunciato problemi di accesso e di trasparenza nella sala di lettura, mentre al di fuori si è svolto un presidio di attivisti della Campagna Ferma il Trattato transatlantico , che hanno aperto uno striscione con la scritta: “Le persone prima dei profitti”.

«Il voto che ha decretato l’uscita dall’Unione della Gran Bretagna è un voto di sfiducia alla politica della Commissione Europea – dichiara Monica di Sisto, portavoce della Campagna Ferma il Trattato transatlantico (StopTtip) Italia – Quel voto getta un ombra anche sulla gestione dei negoziati bilaterali e multilaterali. Le organizzazioni raccomandano che la revisione del mandato richiesta Juncker per rafforzare la posizione dell’esecutivo Ue si traduca invece nell’abbandono delle trattative. Questo mandato è frutto di un’Europa che non esiste più, un’Ue a 28 che il 23 giugno scorso è stata consegnata agli archivi. Vogliamo una verifica delle valutazioni di impatto che faccia i conti con il quadro attuale, perché gli scarsi guadagni che il Trattato transatlantico prometteva a livello finanziario, con l’Uscita del Regno Unito verrebbero a mancare. Inoltre, dal punto di vista politico non è accettabile che un’Europa così sfiduciata dalla sua base continui a conservare nelle proprie mani esclusive dossier delicati come il Trattato transatlantico  e il Ceta».

Diversi governi nazionali, Francia in testa, hanno sottolineato più volte la propria opposizione all’accordo con gli Stati Uniti, che allo stato attuale non tutela gli interessi comunitari e nazionali. La stessa Gran Bretagna, il 19 maggio, ha approvato in Parlamento un emendamento che impegna il governo a premere su Bruxelles per escludere il servizio sanitario dai negoziati per il Trattato transatlantico. Sebbene il Regno Unito abbia scelto la Brexit, questa richiesta rimane cruciale, in quanto mette in luce i rischi conclamati per i servizi pubblici che la società civile denuncia da tempo.

«Nonostante le rassicurazioni della Commissione Europea e del Ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, la liberalizzazione dei servizi è un tema in discussione sul tavolo del Trattato transatlantico, così come è prevista dal testo definitivo del Ceta – dichiara Marco Bersani, tra i coordinatori della Campagna Ferma il Trattato transatlantico (StopTtip) Italia – Per questa e molte altre ragioni il mandato negoziale dev’essere ritirato, e la ratifica dell’accordo con il Canada sottoposta al vaglio di tutti i Parlamenti nazionali. Cosa che il governo italiano sta cercando di impedire».

«Il nostro esecutivo, tramite la lettera del Ministro Calenda intercettata e pubblicata da Ferma il Trattato transatlantico (StopTtip) Italia, rischia di spezzare il rapporto democratico tra rappresentanti nazionali e cittadini, defraudando il Parlamento del suo ruolo di indirizzo – dichiara Elena Mazzoni, tra i coordinatori della Campagna italiana – Tutto ciò si aggiunge ai gravi problemi di trasparenza e di accesso ai testi consolidati. L’opinione pubblica deve essere messa in condizioni di consultare i documenti e fornire raccomandazioni vincolanti, mentre ad oggi è possibile visionare il Trattato transatlantico (Ttip), esclusi gli annessi chiave, soltanto dai parlamentari e in condizioni inaccettabili per uno Stato di Diritto».
Per contatti:
Monica Di Sisto – 335-842.67.52
Elena Mazzoni – 328-131.25.95
Marco Bersani – 329-474.06.20




Inserito mercoledì 29 giugno 2016


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