20/09/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Ancora sul palco in Piazza
La dimensione del palco è cresciuta negli anni: ormai è enorme e impattante


Ripetiamolo: non stiamo parlando del merito di Umbria Jazz o altre manifestazioni importanti, stiamo parlando dell'uso della Piazza.

La tradizione dei grandi concerti gratuiti in Piazza nasce nei primi anni 70, proprio con le edizioni iniziali di Umbria Jazz: allora ebbero un valore dirompente rispetto alla tranquilla, sonnolenta e provinciale città, con le polemiche che sappiamo. Va detto però che l'innovazione dei concerti si inseriva in un clima di grande, appassionata partecipazione, in cui la Piazza era il luogo in cui si esprimevano le esigenze ed anche le contraddizioni popolari: comizi, scioperi, manifestazioni avevano il loro momento celebrativo nella Piazza.

Con il passare degli anni, il concerto in Piazza (offerto gratuitamente dalle istituzioni locali) ha finito per sostituire ogni altra attività culturale e politica, assumendo quindi un valore e una connotazione di tutt'altro genere.

Oggi, sparito ogni uso culturale e politico, la Piazza è usata come contenitore di manifestazioni commerciali, iniziate con l'invasione dell'eurocioccolato e culminate con il concertone della radio privata o i baracconi rossi di fine giugno.

E' necessario perciò uno sforzo da parte di chi organizza manifestazioni come Umbria Jazz per distinguersi almeno dalle operazioni commerciali più rozze, e per connotarsi almeno sul piano culturale. Il megapalco in Piazza non va in questa direzione.

Andando a ricercare tra le foto d'archivio, possiamo constatare come le domensioni del palco siano cresciute negli anni: da poco più di una pedana per i primi decenni, fino alle attuali torri che occupano tutto lo spazio visivo della Piazza, occultandola e rendendola incomprensibile agli stessi partecipanti al concerto.

E' possibile parlarne senza rischio di lesa maestà?

  Umbria Jazz 1975

 Umbria jazz 1993

 Umbria jazz 2015

 




Inserito lunedì 11 luglio 2016


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