20/07/2019
direttore Renzo Zuccherini

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L'occasione per rilanciare il Nodo
La maggioranza in Consiglio regionale ripesca il progetto del Nodo. Il pretesto è quello di cercare di risolvere il problema del congestionamento dell’area. Ma nessuno si è accorto che i collegamenti ferroviari sono fermi a fine Ottocento, che nell'area interessata al Nodo ci sono linee ferroviarie inutilizzate e rese (volutamente) obsolete

 
Dopo il clamore mediatico per l'inaugurazione di un pezzo della Quadrilatero, il partito del cemento e dell'asfalto ha ridato fiato alle trombe e rilanciato la proposta del Nodo di Perugia, sia pure in versione ridotta.
Lo chiedono i consiglieri regionali di maggioranza Giacomo Leonelli, Gianfranco Chiacchieroni, Carla Casciari, Marco Vinicio Guasticchi, Attilio Solinas (Pd) e Silvano Rometti (SeR), che hanno presentato una mozione per impegnare la Giunta regionale a mettere in campo tutte le azioni necessarie presso il Governo nazionale per l’immediata realizzazione. Si ricorderà che la questione del Nodo era stata accantonata, soprattutto per le difficoltà finanziarie: allora i nostri eroi del bitume tornano alla carica con una versione ridotta, pur di risentire la musica delle betoniere, l'armonia delle ruspe, il concerto delle bitumatrici.
Visto che non si trova il miliardo e 200 milioni di euro necessario alla realizzazione dell’intera opera faraonica Madonna del Piano-Corciano, ci si accontenta ora del primo tratto, da Collestrada a Madonna del Piano: già la presidente Marini l'ha definita un’opera strategica da inserire nel piano di finanziamenti ordinari.
L'intento, ovviamente - ma è evidente che si tratta del solito pretesto ideologico - è quello di cercare di risolvere il problema del congestionamento dell’area.
Su questo, occorre dirlo, i mezzi di comunicazione hanno fatto la loro parte, strillando ogni giorni titoli cubitali sull'"inferno delle gallerie", per le code e i rallentamenti provocati peraltro non dall'inadeguatezza del raccorcdo attuale, ma da lavori di manutenzione e sistemazione, che una volta finiti restituiranno un'arteria più che sufficiente al traffico locale.
Ma i disagi sul raccordo sono diventati il cavallo di battaglia dei bitumatori, che vedono schiudersi attraenti prospettive di finanziamenti, appalti, manovre finanziarie e politiche.
Nessuno di coloro che oggi si mettono in fibrillazione per riaprire i cantieri ha mai speso una parola a favore di soluzioni diverse ai problemi causati dal traffico privato. Tutti sono corsi ad applaudire lla Quadrilatero, opera immane su cui ci sarebbe molto da discutere ma che essi esaltano ad occhi chiusi; ma nessuno si è accorto che i collegamenti ferroviari sono fermi a fine Ottocento, che nell'area interessata al Nodo ci sono linee ferroviarie inutilizzate e rese (volutamente) obsolete, che ogni nuova opera stradale ha moltiplicato il volume di traffico anziché assorbire quello esistente.
Bene, ora arriveremo un quarto d'ora prima ad aprire l'ombrellone sulla spiaggia: e allora aspettiamoci di veder muovere la colonna delle ruspe, delle betoniere, delle schiacciasassi e delle bitumatrici.




Inserito martedì 9 agosto 2016


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Commenti

Nome: Maurizio
Commento: Proposta ad orologeria, approfittando dell'esasperazione di chi non sa o non può organizzarsi per far fronte alla chiusura delle gallerie, questi se ne rivengono fuori con il nodo di Perugia e lo scempio del territorio di oltre un miliardo di euro (per ora)! 22 chilometri, 7 gallerie!

Nome: Serena Fatti
Commento: Il nodo è sempre lo stesso, il potere della sinistra immobiliare. E' lei che va sconfitta e penso che lo si possa fare solo votando 5 stelle

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