25/04/2019
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La discarica "autorizzata" sul lungotevere
Da allora sono passati molti anni, ma sarebbe il caso di verificare come si è evoluta la situazione
 
A proposito della scoperta di ceneri e rifiuti sotterrati nel tempo in determinate zone della regione forse vale la pena ricordare anche il caso che interessa l’area di San Martino in Campo nel territorio della ex IX Circoscrizione. Erano gli anni ’80 e l’allora amministrazione comunale dovette affrontare l’emergenza della chiusura del centro di raccolta e distruzione dei rifiuti solidi urbani nella centrale di Ponte Rio. Il rischio prodotto dai fumi  immessi in atmosfera rappresentava ormai un pericolo ineludibile. Questo prima dell’apertura della discarica controllata di Pietramelina. Così si decise di riempire con migliaia e migliaia di tonnellate di materiale di scarto delle più diverse provenienze e natura alcune cave usate per l’estrazione di materiale inerte sul lungotevere e rimaste senza alcuna riambientazione. In quell’occasione furono contravvenute leggi allora in vigore come la Merli nr.319 del 1976 che prevedeva norme per la tutela delle acque da inquinamento. L’enorme quantità di rifiuti fu poi “tombata” con il materiale inerte di scarico dell’ex Poligrafico di Perugia. La località interessata è Zona Romani ai confini con il comune di Torgiano. Va, inoltre, ricordato che il percolato veniva direttamente convogliato nel fiume attraverso appositi canali di scolo. Da allora sono passati molti anni, ma sarebbe il caso di verificare come si è evoluta la situazione.
 


Lauro Ciurnelli

Inserito lunedì 15 agosto 2016


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