21/07/2019
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Umbria Folk Festival: riecco Bella ciao
Era il 20 giugno del 1964 quando il Nuovo Canzoniere Italiano, al Festival di Spoleto, mise in scena uno spettacolo che fu una pietra miliare della storia della canzone popolare italiana: Bella Ciao. A distanza di mezzo secolo era doveroso ricordare un evento di tale portata


 
A Orvieto quest’anno in occasione della X edizione di questo Festival arriva il nuovo BELLA CIAO.
Lo spettacolo si terrà in Piazza del Popolo mercoledì 17 agosto alle ore 22.
Lo stesso sarà preceduto nella medesima giornata, alle ore 17 nella Sala Consiliare del Comune, da un Incontro con letture e riflessioni sulla storica Prima nel 1964 a Spoleto e sul Folk Revival dopo oltre 50 anni. Saranno presenti e ne parleranno con Bruno Fontanella (allora presente come “Gruppo Padano di Piadena”, oggi componente de “I Giorni Cantati”), Enrico Tavoni (“I Giorni Cantati”) e Maurizio Corda (“I Giorni Cantati”),  Stefano Arrighetti (“Istituto Ernesto de Martino”) e alcuni degli attuali interpreti del rinnovato spettacolo, Riccardo tesi, Alessio lega, Lucilla Galeazzi.
Ricordate? Da allora ad oggi…
 
Era il 20 giugno del 1964 quando il Nuovo Canzoniere Italiano, al Festival di Spoleto, mise in scena uno spettacolo che fu una pietra miliare del "folk revival" e della storia della canzone popolare italiana: Bella Ciao. Vi venivano rappresentate alcune delle più significative canzoni raccolte "sul campo" nel decennio precedente e vi prendevano parte artisti del calibro di Giovanna Marini, Michele Straniero, Caterina Bueno, Giovanna Daffini, Ivan Della Mea, Sandra Mantovani, il Gruppo Padano di Piadena, Giovanna Daffini,  e altri ancora, sotto la direzione artistica di Roberto Leydi e la regia di Filippo Crivelli. Lo spettacolo fu più che un successo: fu uno scandalo, perché sul palco di un festival "titolato" passava della musica che "titolata" non era e - soprattutto - che aveva un marcatissimo sapore politico, in un periodo di forti conflitti sociali quali erano gli anni Sessanta.

A distanza di mezzo secolo era doveroso ricordare un evento di tale portata. Ci ha pensato Franco Fabbri, il quale, con il supporto di vari soggetti tra cui la Cgil e la Camera del Lavoro di Milano, ha deciso di affidarne la riedizione a uno dei più autorevoli esperti di musica popolare in Italia, che dal folk ha iniziato (faceva parte del gruppo della Bueno) per poi spingersi oltre, senza mai abbandonarlo idealmente: Riccardo Tesi.

Il progetto è andato in scena l'11 giugno 2014 all'auditorium della camera del lavoro di Milano, con un programma che sintetizza le tre scalette rimaste dell'originale (una del Festival di Spoleto, una di una messa in scena a Milano del 1965, una del disco uscito lo stesso anno): canzoni originali, dunque, senza alcuna eccezione, con un cast di musicisti di assoluto livello e forse le tre più belle voci femminili della canzone popolare italiana - Lucilla Galeazzi, Elena Ledda e Ginevra Di Marco - affiancate da quella maschile di Alessio Lega. Poi, dopo una ripresa al Festival Sentieri Acustici, sulla montagna pistoiese, e in contemporanea a una nutrita e fortunata tournée, è stato documentato su un bel CD, giustamente corredato da un libretto che ne ricorda la genesi e ne riporta i testi.

Se la suggestione e la potenza civile rimangono immutati rispetto al Bella Ciao di cinquant'anni orsono (come quello, anche l'attuale si apre e si chiude con una registrazione di Alan Lomax fatta a Carrara presso le cave di marmo nel 1954), il suono - com'è giusto che sia - non è lo stesso: Tesi ci ha abituati a sofisticate riletture - spesso persino a reinvenzioni - della tradizione popolare, e qui non si smentisce. Né poteva essere diversamente, visto che confessa nelle note del libretto che in casa sua, da bambino, c'era un solo disco, ed era proprio l'originale Bella Ciao, e visto anche che solo nel 2010 ha celebrato la sua Maestra Caterina Bueno in uno splendido disco doppio, Sopra i tetti di Firenze, che rileggeva allo stesso modo il suo repertorio.

Il merito è certamente suo, dei suoi arrangiamenti e del suo organetto, ma è non di è meno degli splendidi interpreti: le tre voci femminili, così diverse tra loro, sono apprezzabili sempre, ma sono perfino da brividi quando interpretano assieme, scambiandosi le parti, come nella trascinante "La lega" o nella "versione mondina" di "Bella Ciao" che apre il disco; Alessio Lega è efficacissimo non solo come controcanto maschile nelle parti collettive, ma anche ove interpreta da solo, come nella toccante "La mamma di Rosina"; Gigi Biolcati, che Tesi conosce bene per la sua presenza nel quartetto Banditaliana, oltre al pirotecnico ed eclettico apporto ritmico, contribuisce vocalmente e interpreta in modo magistrale il classico piemontese "Mia mama vol ch'j fila" usando il proprio corpo come percussione d'accompagnamento (particolarmente apprezzato negli spettacoli dal vivo); Andrea Salvadori si carica silenziosamente sulle spalle, assieme al leader, il compito di sostenere le voci, visto che la sua chitarra è, con l'organetto e le percussioni, il solo strumento impiegato.

Il programma completo del festival è su http://www.umbriafolkfestival.it
 



Daniele Crotti & Edoardo Fabbri

Inserito lunedì 15 agosto 2016


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