12/12/2018
direttore Renzo Zuccherini

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Il caso Travicelli: cattivo esempio della vecchia politica da abolire
Quella nomina è vergognosa, fatta con un accordo sottobanco, perché è proprio identica alla vecchia politica, come nel Parlamento Italiano dove in questa legislatura ci sono stati 252 cambi di casacca

Passate le elezioni e fatta la giunta di Assisi, con tranquillità ma con molta chiarezza, vorrei tornare sulla nomina ad assessore di Claudia Travicelli che, se pur ha suscitato scandalo, rischia di passare nel dimenticatoio ed è invece una questione fondamentale per chi persegue il rinnovamento politico (tanto più se parla di progetto civico), il rispetto della volontà dei cittadini-elettori e l'etica che, nella città di Francesco, direi che non è fuori luogo.
Quella nomina è vergognosa, fatta con un accordo sottobanco, perché è contro la politica con la P maiuscola mentre è proprio identica alla vecchia politica, quella che tutti noi indistintamente diciamo di voler eliminare, come nel Parlamento Italiano dove in questa XVII legislatura ci sono stati 252 cambi di casacca (Luigi Compagna ben 5 volte).
Quella scelta è la legittimazione politica e giuridica del trasformismo politico malattia endemica della politica italiana e come dice un proverbio “Per far strada in politica tutte le scarpe vanno bene”.
Non si può accettare e l'indignazione per un atto simile è non solo sacrosanta ma dovrebbe rimettere in discussione la scelta.
I doppi ed i tripli salti mortali si possono fare in ginnastica ma non in politica, anche se convenienti, perché il candidato eletto non è il rappresentante solo di se stesso ma anche dei suoi votanti che si ritrovano gabbati della loro fiducia e stravolto il loro pensiero.
Si può cambiare idea, partito e schieramento ma con i tempi lunghi dei processi culturali e non della rapidità dell'acquisto di un nuovo prodotto al supermercato.
La Travicelli è stata eletta con una lista e doveva coerentemente difendere in consiglio comunale le idee ed i votanti di quella lista.
Invece la voglia di poltrona che l'aveva già fatta passare da aspirante candidato sindaco dell'intero centrosinistra all'appoggio pieno al sindaco Ricci, prima, e Lunghi, dopo, gli ha fatto superare ogni limite politico e decenza umana da elemosinare (ma non è sostenitrice della delibera che lo vieta nei luoghi di culto/potere ?) un passaggio ancora alla corte della sindaca Proietti che è stata la più fiera oppositrice, durante la campagna elettorale, dell'ex sindaco e candidato sindaco della Travicelli.
Così da commessa è diventata anche lei una professionista della politica, anche senza averne le qualità, tanto da prendere l'aspettativa dal lavoro precedente. Complimenti!
Forse la campagna elettorale, poco francescana e poco attenta alle povertà attuali, gli era costata troppo (vela, programma, facsimile, santini, manifesti a colori prima e dopo, ecc..) scoprendo che il rapporto costi-benefici era assolutamente sproporzionato per un semplice consigliere comunale che ha solo i gettoni di presenza.
Il problema però non è lei ma chi gli ha permesso di fare questo e scempio del rispetto dell'elettorato e della politica, quella vera e non quella declamata e recitata.
Ma non era stato sbandierato ai quattro venti che nelle liste del sindaco vincente c'erano le migliori energie e professionalità della città?. Come mai allora si è scelto, come assessori, chi era nelle liste avversarie o fuori dalle liste e dalla città?.
Nulla di personale, è solo un'idea della politica per la quale da sempre ci battiamo, senza rinunciarci per il futuro, e che tutti i cittadini dicono di volere.




Luigino Ciotti

Inserito lunedì 15 agosto 2016


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