20/09/2019
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Logge: protestare non è mai inutile
La Nestlè prende le distanze da Guarducci, che forse ha vantanto un gatto che non aveva ancora nel sacco. Si parla di un cambio di progetto. Ma la protesta contro la privatizzazione delle Logge è un piccolo passo in direzione della liberazione di tutta la Piazza dall'uso e abuso commerciale


Beh, circolano voci - riportate dai media locali - per cui la Nestlé si starebbe sganciando dall'operazione Cioccobar delle Logge, forse perché non ha gradito la sovraesposizione durante le proteste di primavera.

Ora le voci parlano di una fase di ripensamento; c'è chi dice addirittura che al posto del Cioccobar potrebbe aprire un locale che possa ospitare prodotti a chilometro zero e le eccellenze del territorio.

La multinazionale fa sapere comunque che le trattative sono in corso, come a dire che si aspetta che si plachino le polemiche sul comportamento della multinazionale in altri continenti: la cosa ovviamente non è piaciuta alla multinazionale, la cui immagine ne poteva risultare fortemente appannata. Perciò ora essa sembra prendere le distanze dalle frettolose dichiarazioni di Guarducci, che forse ha vantanto un gatto che non aveva ancora nel sacco.

Dunque le proteste - civili e composte - di tanti giovani e cittadini qualche segno sembrano averlo lasciato; e qualche cosa comincia a incrinare il muro di silenzio costruito in fretta da Comune, Chiesa, politici di maggioranza e di minoranza, e persino qualche associazione di comodo.

Ma al di là di tutto questo, ci preme sottolineare che intanto le Logge sono chiuse al pubblico, non fruibili anche se non più interessate ai lavori, che invece riguardano gli interni del negozio (ma sono fermi).

Rimane importante per noi insistere sulla questione di principio: le Logge sono un luogo di uso pubblico (anche se la Chiesa nei secoli passati se ne è impossessata).

Contrastare la privatizzazione delle Logge è un piccolo passo in direzione della liberazione di tutta la Piazza dall'uso e abuso commerciale che ne viene fatto da molto tempo, e che in questi ultimi mesi è diventato frenetico e preoccupante.




Inserito lunedì 5 settembre 2016


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Commenti

Nome: Giap
Commento: Sulle Logge i giornalisti perugini tutto hanno fatto tranne che informare. Hanno contribuito a gettare fumo negli occhi dei cittadini

Nome: Francesca Berioli
Commento: Non è che sia giusto protestare, è giusto farlo quando si è convinti delle proprie idee. Quella per le logge è stata ed è una battaglia civica.

Nome: Giuseppe Gigli
Commento: Aspettiamo. Certo che il ritardo dell'apertura lascia molto a pensare. Comunque se i giornali ed i media iniziano a parlarne è solo perché chi vi ha scritto ce l'ha costretti

Nome: Gina Capitani
Commento: Anche i giornalisti sono responsabili del silenzio sulle Logge

Nome: Costanza Ciabatti
Commento: Se sarà come scrivete, od anche in parte. Vedrete quanti si accolleranno il merito che invece è di pochi Umbria Grida Terra, La Tramontana, chi vi ha scritto, Vanni Capoccia con il suo incessante ricordare cosa significava quel luogo.

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