06/12/2019
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Il telo delle Logge, la Soprintendenza e i conformisti che non vedono
Le perugine Logge di Braccio sono un esempio di quest'inerzia: e se aggiungiamo l'inconsistenza dell'opposizione, l'acquiescenza delle associazioni ambientaliste, il conformismo del mondo accademico, la timidezza dei giornalismo locale...  
In un paese normale sono le soprintendenze a rompere le scatole ai poteri che, con la scusa della loro valorizzazione ed affermando che sono il nostro petrolio, vorrebbero fare dei beni culturali quello che più gli fa comodo. Di pari passo, i cittadini che disinteressatamente si battono per difendere il patrimonio culturale dovrebbero sentirsi dalle soprintendenze protetti e vederle schierate dalla loro parte.
 
In Umbria, invece, questi cittadini sono costretti a rompere di continuo le scatole alla Soprintendenza per farla uscire dalla sua inerzia. Sarò prevenuto, ma non ricordo un caso significativo nel quale sia stata in prima linea dalla parte dei monumenti e/o del paesaggio, difendendoli da chi ne vorrebbe fare quello che più gli conviene. Interviene, se interviene, sempre dopo i cittadini. Mai prima di loro.
 
Le perugine Logge di Braccio sono un esempio di quest'inerzia, dicendo che i tavolini del bar vi si potevano mettere, ma non nella parte di Loggia dov'è cresciuta la nostra comunità aveva trovato non un compromesso, ma la cosa giusta da fare per poi, purtroppo, rimangiarsela. E se a quest'inerzia aggiungiamo l'inconsistenza di chi in Consiglio comunale fa l'opposizione, l'acquiescenza delle associazioni ambientaliste ai poteri forti della città, il conformismo del mondo accademico, la timidezza dei giornalismo locale che sull'argomento non scrive nemmeno quello che da tempo sa e che da tempo sanno i cittadini attenti alla città, diventa chiaro il silenzio sul telo e sul perché come una cappa di piombo chiuda le Logge e le menti di tante persone.
 
Paolo Benedetti
 
PS: Ho appena letto che Guarducci ha detto che aprirà la cioccolateria ad ottobre e di non poter rivelare il nome ed il marchio di chi lo affiancherà. Strano, molto strano. La prima cosa che lui e l'Arcivescovo Bassetti dissero nella conferenza stampa nella quale presentarono il loro accordo furono i nomi della Nestlè e del marchio Perugina. Stranamente la giornalista che lo ha rintracciato si è guardata bene dal ricordarglielo.



Paolo Benedetti

Inserito mercoledì 7 settembre 2016


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Commenti

Nome: Costanza Ciabatti
Commento: Giuseppe ha perfettamente ragione la soprintendenza dell'Umbria accorpata alle Marche sarebbe una battaglia ambientalista

Nome: Giuseppe
Commento: Accorpano tanti enti umbri con quelli marchigiani, pure i due archivi di stato, possono farlo anche con la soprintendenza umbra. Io non spenderei una parola per impedirlo, anzi sarebbe la fortuna dei nostri monumenti

Nome: Andrea Dozi
Commento: Ma guarda un po'? la giornalista si è dimentica di chiedere a Guarducci della nestlè!

Nome: Giap
Commento: Basti ricordare l'atteggiamento della Soprintendenza a San Bevignate

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