22/05/2019
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Ancora sul ''fine vita''
La cremazione ha una finalità culturale ma anche urgentemente pratica tanto che la regione dell’Umbria dovrebbe provvedere ad un progetto regionale diffuso, visto che attualmente non esiste alcun impianto funzionante


 
Fa bene il sig. Borgioni che nel numero di martedì 20 settembre in una sua lettera pubblicata nel Corriere dell’Umbria parla della necessità di dibattere sull’eutanasia. Come fa bene il giornale a dare spazio ai cittadini per interventi su problemi così delicati. Ma di cui si parla sempre poco.

Anche questa volta, però, rimane il dubbio che ci sia  qualche autorità singola o in rappresentanza di questo o quel partito politico, che senta il dovere di sostenere e rispondere su certi argomenti legati al “fine vita”. Così come non è pervenuto alcun interesse sul dibattito pubblico organizzato dai radicali di Perugia nel marzo scorso sul testamento biologico. Mentre nella terza commissione consiliare permanente regionale presieduta dal consigliere regionale Solinas era in svolgimento l’iter istituzione per la redazione di un Registro Regionale delle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento Sanitario (Dats) di cui non si è più parlato.

Per non ripetere che il rito della cremazione ha sempre più una finalità culturale ma anche urgentemente pratica tanto che la stessa regione dell’Umbria dovrebbe provvedere ad interventi territoriali per un progetto regionale diffuso, visto che attualmente non esiste alcun impianto funzionante.

Vedremo se la democrazia è un bene che non tutti possono permettersi.



Lauro Ciurnelli

Inserito martedì 27 settembre 2016


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