12/11/2019
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Le panchine di piazza Grimana
Andare a piedi appare sempre di più come un comportamento disdicevole, premoderno, quasi irritante per Sua Signoria l’Automobile che scorrazza e parcheggia a suo piacimento in ogni angolo della città. E così qualcuno deve aver pensato che non è degno di una città intelligente vedere persone che stanno a chiacchierare senza “fare niente”


Eredità della passata amministrazione, cartelli luminosi piazzati in alcune strade della città consigliano e ammoniscono “Se cammini fai del bene a te e all’ambiente”. Sembrano ormai dei piccoli monumenti alla menzogna visto che andare a piedi appare sempre di più come un comportamento disdicevole, premoderno, quasi irritante per Sua Signoria l’Automobile che scorrazza e parcheggia a suo piacimento in ogni angolo, anche angusto, della città.

Che camminare a piedi sia diventata una sorta di arcaica malattia da prevenire e scoraggiare è provato da numerose condizioni in cui versa Perugia.

Prima di tutto lo stato dei marciapiedi, molti dei quali sconnessi, o inesistenti, o occupati da Sua Signoria, e in ogni caso impraticabili. Poi, da tempo immemorabile sono scomparse le strisce pedonali, divorate dal tempo e dall’incuria. E invece sono belle queste grosse righe bianche che interrompono il grigio dell’asfalto e suggeriscono, al cittadino come al turista, la sensazione di trovarsi in un posto civile e colto (sì, è anche una questione di cultura oltre che di sicurezza). Le poche che resistono sono comunque abbastanza inutili visto che una larga maggioranza di automobilisti non si fermano a meno che il pedone non si lanci ad attraversare la strada incurante del pericolo.

E ancora, c’è l’annoso problema della quasi totale mancanza di panchine su cui potrebbe sostare ogni tanto qualche ostinato camminatore, magari anziano (ma anche essere anziani non è molto fine e tanto meno smart), intenzionato a fare del bene a sé e all’ambiente. Tra queste poche ci sono (o forse tra non molto bisognerà dire c’erano) quelle in piazza Grimana, molto frequentate, soprattutto in estate, da anziane signore, da studenti stranieri, da mamme con bambini piccoli o da altri rari esempi di pedoni.

Qualcuno –non saprei a quale livello o ufficio dell’attuale amministrazione- deve aver pensato che non è degno di una città intelligente (smart city) come pretende di essere Perugia, vedere persone che stanno a chiacchierare o a riposare senza “fare niente”. E così una specie di piccola oasi pedonale nel cuore della città è stata, quasi di nascosto, trasformata in un parcheggio per dieci (leggasi dieci) auto. Per di più, con l’ipocrita vincolo del limite di mezz’ora di sosta, limite che difficilmente qualche vigile farà rispettare. Sarebbe interessante sapere a chi interessa questo parcheggio e chi, eventualmente, ne ha suggerita la creazione. Ma tanto non cambierebbe niente perché, come direbbe un redivivo marchese del Grillo, io so’ la Macchina e voi nun sete un c.




Paolo Bartoli

Inserito mercoledì 12 ottobre 2016


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Commenti

Nome: francesco
Commento: ho provato a sedermi su una panchina... panorama bellissimo, pura poesia!!!

Nome: Agnese Bastia
Commento: È stata una scelta fatta contro gli anziani ed ancora più odiosa

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