19/01/2019
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Il Ceta è fallito, vince l’impegno dei cittadini e dei produttori responsabili
Il disastro nella politica commerciale europea è figlia di un approccio eccessivamente orientato alla tutela dei privilegi di pochi. Il caso del trattato Transatlantico (Ttip) e dell'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) dovrebbero essere un campanello di allarme sul fatto che bisogna necessariamente cambiare rotta

Salta il vertice Europa-Canada e la Campagna Ferma il Trattato Transatlantico (Ttip) Italia pubblica il nuovo rapporto “Butta quella pasta”: perché l'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) va fermato anche se il Belgio ci ripensa. Per questo Ferma il Trattato Transatlantico (Ttip) Italia conferma le iniziative del 5 novembre: “non illudiamoci e non abbassiamo la guardia”

“Il Belgio non è nella posizione di firmare l'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta)”. Con queste lapidarie parole il primo ministro belga Charles Michel chiude la partita sull’Accordo di liberalizzazione commerciale con il Canada. “La Vallonia, il Governo di Bruxelles capitale e la comunità francese hanno detto No”.

Dopo l’afflosciamento del negoziato sul Trattato Transatlantico (Ttip) , la Commissione Europea ha provato a forzare sull’approvazione dell'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) tentando di trasformare un accordo evidentemente misto, che richiede la ratifica dei Parlamenti nazionali, in uno solo Ue e a modificare alcuni dei capitoli più problematici, come l’arbitrato sugli investimenti, con uno specchietto per le allodole come l’imitazione di una vera corte internazionale (ICS). Oggi, perà, il campione socialdemocratico dell'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) e del Trattato Transatlantico (Ttip), Bernard Lange, è costretto a ammettere su Twitter che “l'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) è fallito.

L’Unione europea non è più capace di creare un compromesso sociale, ha bisogno di un profondo riorientamento verso le aspettative dei cittadini”: Ben svegliato! Non era meglio ascoltare le nostre preoccupazioni per tempo, quando sono state scritte nero su bianco negli emendamenti alla Risoluzione sul Trattato Transatlantico (Ttip) che avevamo fatto presentare al Parlamento Europeo l’8 luglio 2015 e che sono state prontamente bocciate da Popolari e Socialdemocratici?

“L'interruzione del percorso di approvazione dell'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) mostra quanto siano l’inadeguatezza e l’insostenibilità delle politiche sostenute dalla Commissione Europea a creare le condizioni per i propri fallimenti” sottolinea Monica Di Sisto, di Fairwatch e portavoce della Campagna Ferma il Trattato Transatlantico (Ttip) Italia. “La posizione della Vallonia, tutt’altro che nazionalistica e autarchica, ha ribadito come per alcuni capitoli estremamente delicati e rischiosi come quello dell’arbitrato per le imprese, dello sviluppo sostenibile, l’innalzamento degli standard di qualità, non ci siano le tutele necessarie. Quello che è emerso con il caso della regione belga è ciò che le campagne Ferma il Trattato Transatlantico (Ttip)/l'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) hanno ribadito per oltre due anni, ma che la Commissione Europea ha pensato bene di ignorare. Rimaniamo comunque con gli occhi aperti, è necessario che il Consiglio Europeo si esprima in modo incontrovertibile sulla situazione. Per questo chiediamo che sospendano ufficialmente l’approvazione dell'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) e il negoziato sul Trattato Transatlantico (Ttip), cambiando radicalmente rotta”.

Per dimostrare con i fatti che il no all'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) non è figlio del nazionalismo e della miopia politica, come pure alcuni da parte socialdemocratica e centrista sembrano voler sostenere, la Campagna Ferma il Trattato Transatlantico (Ttip) Italia pubblica il nuovo e scottante rapporto “Butta quella pasta! Perché l'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) va fermato subito" dove si affrontano con numeri e dati in 14 pagine l’impatto rovinoso che il maggior ingresso di grano e di pasta canadesi avrebbero sui produttori italiani, sulla protezione delle nostre paste e dolci di eccellenza e sulla tutela della nostra salute che verrebbe minacciata da prodotti con più pesticidi, tossine e ogm.

“Il disastro nella politica commerciale europea è figlia di un approccio eccessivamente orientato alla tutela dei privilegi di pochi” sottolinea Elena Mazzoni, di Transform tra i coordinatori della Campagna Ferma il Trattato Transatlantico (Ttip) Italia. “Nonostante una netta opposizione al meccanismo dell’arbitrato che si è dimostrata non solo nelle piazze ma anche con il 97% di contrarietà su oltre 140mila opinioni inviate all’UE in occasione di una consultazione popolare, la Commissione è andata avanti lo stesso, proponendo una riforma assolutamente parziale e insoddisfacente. Il caso del Trattato Transatlantico (Ttip) e dell'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) dovrebbero essere un campanello di allarme sul fatto che bisogna necessariamente cambiare rotta”.

“Come Campagna  Ferma il Trattato Transatlantico (Ttip) Italia abbiamo comunque scelto di non abbassare la guardia” aggiunge Marco Bersani, di Attac e tra i coordinatori della Campagna Ferma il Trattato Transatlantico (Ttip) Italia. “Il Trattato Transatlantico (Ttip) e l'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) non sono stati ancora definitivamente messi in un cassetto e per questo il 5 novembre organizzeremo eventi in diverse città italiane, per ribadire la nostra contrarietà a una politica di liberalizzazione commerciale non più accettabile. Abbiamo contribuito a bloccare l'Accordo di libero scambio con il Canada (Ceta) e il Trattato Transatlantico (Ttip)” conclude Bersani, “ma ci sono altre sfide come il TiSA, l’accordo di liberalizzazione sui servizi, e altri accordi come quello con la Tunisia e con il Mercosur che meritano altrettanta attenzione e mobilitazione”.


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Francesco Verdolino

Inserito martedì 25 ottobre 2016


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