16/11/2019
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Ikea a Perugia, la Regione Umbria spiana la strada all'apertura
Approvate le modifiche al Testo unico del commercio per consentire la realizzazione di superfici commerciali fino a 20mila mq

Vi ricordate come si faceva quando Ikea voleva costruire la sua struttura su un terreno agricolo? Semplice: il Comune aprovava una variante al Piano regolatopre, e il terreno diventava superficie commerciale.

Ora tocca alla Regione. C'è un problema di eccesso di superficie per l'Ikea a Collestrada, rispetto al piano regionale del commercio? Ma quale problema, ci pensa la Regione! (su richiesta del Comune).

Così l'apertura di Ikea a Collestrada fa un passo avanti. Il regolamento regionale infatti, approvato appena due anni fa, poneva un limite di 15 o 20 mila metri quadrati per le strutture commerciali: troppo poco per l'investimento di Ikea. Allora i partiti (del cosiddetto centro-sinistra in maggioranza in regione, più il centro-destra che però è maggioranza a Perugia e altri comuni interessati dall'operazione) hanno rapidamente provveduto a rimuovere l'ostacolo.

Infatti, con 17 voti favorevoli (Pd, Ser, Rp, FI, FdI) e 4 contrari (M5S, Lega) il consiglio regionale ha approvato il disegno di legge della Giunta regionale che prevede 'modificazioni e integrazioni alla legge regionale '13/2014' (Testo unico in materia di commercio) come emendato dalla Seconda Commissione'.

La Regione spiega, in una nota: “Il dibattito in aula si è sviluppato in merito al superamento del limite massimo delle grandi superfici, che era fissato a 15mila metri quadrati per le strutture alimentari e 20mila per quelle miste. Limite che verrà comunque definito ed organizzato all'interno del regolamento attuativo che verrà posto all'attenzione e all'analisi della stessa Commissione consiliare e quindi dell'Aula. Prevista la conferenza di servizi per le strutture di maggiori dimensioni". Viene anche abrogato l'Osservatorio regionale del commercio.

Va beh, rimane la Conferenza di servizi, ma insomma ormai la strada è spianata.

Festeggia il capogruppo Pd Giacomo Leonelli, primo firmatario dell'ordine del giorno proposto dalla maggioranza (PD e SeR) e approvato con 17 voti a favore (PD, SeR, FdI, FI, Ricci presidente) e 4 astensioni (LN e M5S). Con tale o.d.g., “alla luce della rilevanza degli aspetti legati alla disciplina dell'apertura di nuovi insediamenti commerciali di grandi dimensioni”, si impegna la Giunta regionale ad approvare il regolamento previsto dai commi 5 e 6 del testo legislativo entro il 28 febbraio 2017 (anziché 31 dicembre come proposto nel disegno di legge di modifica). Insomma, con dieci mesi di anticipo, perché i tempi di Ikea stringono, e il tempo è denaro, come si sa.

Naturalmente, occorrerà prestare “particolare attenzione” agli aspetti urbanistici, “ivi compreso la limitazione del consumo del territorio”; a quelli ambientali, “con particolare riferimento alla mitigazione delle emissioni e dei rifiuti”; alla tutela del paesaggio e dei beni culturali.

Leonelli ha spiegato poi che in un primo momento aveva avuto dei “dubbi” sul contenuto dell'articolo 18 che abrogava i limite massimo di volumi per i grandi centri commerciali, dubbi poi sciolti avendo poi verificato il vincolo posto dalle normative sopraordinate (europea e nazionale) e, soprattutto, dopo l'introduzione nel disegno di legge della Conferenza di servizi per l’autorizzazione alla costruzione di spazi commerciali di grande volumetria

In questo modo si potranno "contemperare le esigenze degli operatori e dei cittadini". Tutto a posto, quindi: a parole si "presta attenzione" agli aspetti socio-ambientali, nei fatti si corre a favorire in tutti i modi l'insediamento commerciale, fugando tutti i dubbi che dovessero offuscare il luminoso domani.

Festeggia probabilmente - ma ancora non si è espresso, come del resto ci ha abituato da tempo - il sindaco di Perugia con il suo vice-ambientalista, che vedono nell'espansione della multinazionale l'unico modo per fare qualcosa per Perugia, in mancanza di qualsiasi politica di rilancio. Dal Comune, il solo Perari, a titolo personale, aveva dichiarato che l'eliminazione dei limiti di superficie sarà un danno per il piccolo commercio e gli artigiani, ma si tratta di una voce isolata.

Qualcosa per Perugia che, una volta realizzato - si badi bene - creerà un tale intasamento di mezzi privati nell'area di Collestrada da rendere evidente e improrogabile (secondo i soliti profeti del cemento e dell'asfalto)  la scelta del raddoppio della superstrada perché il nodo finirà di strozzare Perugia, in assenza di qualsiasi politica di trasporto pubblico da parte di Comune e di Regione.




Inserito giovedì 3 novembre 2016


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