22/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Ritorno a Castelluccio
Accompagnati dai vigili del fuoco ognuno di noi si è recato presso la propria abitazione per cercare qualche testimonianza di vita vissuta ma ben presto ci siamo resi conto che ogni ricerca era vana, tutto ciò che faceva parte dei nostri ricordi e dei nostri affetti era sommerso dalle macerie ed irrimediabilmente perso

Questa mattina siamo andati a Castelluccio non per fotografare ma per vedere se tra le macerie c’era qualcosa da recuperare. L’appuntamento era di buon’ora presso il comando dei Vigili del Fuoco di Norcia; raggiunto il numero di famiglie prenotate e programmato siamo partiti alla volta di Trisungo, in colonna, guidata dagli stessi VV.FF.

E’ stato un lungo viaggio, infatti non potendo percorrere la strada che da Norcia porta a Castelluccio, siamo passati per Cittareale, Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto, Arquata del Tronto e a Trisungo ci siamo uniti agli altri castellucciani provenienti da altri versanti. Lì ci siamo ritrovati, abbracciati, baciati e con qualche pacca sulle spalle ci siamo fatti coraggio e consolati reciprocamente.

Il tempo per prendere un caffè da un distributore automatico e via verso il nostro paradiso.

Abbiamo lasciato la Salaria e ci siamo incamminati su per la strada che costeggia il monte Vettore passando per paesi fantasma quali Piedimonte, Pretare fino raggiungere Forca di Presta non senza difficoltà, da lassù abbiamo potuto ammirare la grandezza del Vettore dei monti della Laga e la piana di Castelluccio, lì il cuore è cominciato a pulsare con un ritmo accelerato fin quando non siamo arrivati al piano, da lì la strada che conduce a Castelluccio è incredibilmente dissestata e martoriata dai segni del terremoto, arrivati nella piazza del paese i nostri sguardi si sono soffermati sulle rovine e ogni commento è vano.

Accompagnati dai vigili del fuoco ognuno di noi si è recato presso la propria abitazione per cercare qualche testimonianza di vita vissuta ma ben presto ci siamo resi conto che ogni ricerca era vana, tutto ciò che faceva parte dei nostri ricordi e dei nostri affetti era sommerso dalle macerie ed irrimediabilmente perso. Volutamente non stiamo qui a raccontare o documentare lo strazio che si prova passando vicino o dentro quelle località cancellate dal terremoto, non mostreremo nessuna fotografia perché fotografare quei luoghi non si può, il tuo animo si rifiuta e merita rispetto.

Tutti noi abbiamo visto quelle immagini raccapriccianti di paesi sepolti dalle macerie che si son portate via vite umane e tanti sogni di una vita migliore, ma una foto vogliamo pubblicarla è quella del signor Marco che andando a cercare qualche oggetto caro di famiglia, all’interno della sua abitazione fortemente danneggiata, lo abbiamo visto arrivare nella piazza del paese - accompagnato dai suoi figli - con in mano un quadretto che lo stringeva a se gelosamente, era la pagella della seconda classe elementare di sua madre, che con orgoglio ci ha fatto leggere e commentare e nell’altra mano la foto di suo padre. Questa immagine, di un uomo, nativo di Castellucco e ormai ottantenne non la potremo mai dimenticare.



Cesare Barbanera

Inserito domenica 4 dicembre 2016


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Nome: Vanni
Commento: Grazie Cesare

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