19/03/2019
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Né il gelo né la neve fermano la protesta dei Sioux
Temperature polari, vento gelido, neve: i nativi americani continuano a resistere contro l'oleodotto nella riversa di Standing Rock. Domenica si uniranno alla protesta quattromila veterani di guerra



Foto di David Goldman - Associated press

Non si fermano le proteste dei nativi americani contro la realizzazione dell’oleodotto vicino alla riserva di Standing Rock Sioux, a confine tra North Dakota e South Dakota. Da domenica, 4 dicembre 2016, alla protesta si uniranno anche 2000 veterani statunitensi, per dimostrare il loro supporto alle ottocento persone che stanno manifestando da mesi.

La proteste, come ricorderete, nelle scorse settimane è stata repressa con la forza dalla polizia, che ha sparato cannoni d’acqua contro i manifestanti. Nonostante le temperature siano scese sotto lo zero e la neve, il vento freddo e il ghiaccio stanno mettendo a dura prova i nativi americani, le tribù continuano a presidiare la zona nel campo di Oceti Sakowin, nel North Dakota.

 Sono più di trecento le nazioni tribali che fin dal 2014 si oppongono all’oleodotto Dakota Access, affermando che profanerà le terre sacre e metterà in pericolo le risorse idriche. L’oleodotto, della lunghezza di 2.047 chilometri, dovrebbe trasportare centinaia di migliaia di barili di greggio al giorno, attraversando cinquanta contee in quattro stati: dalla parte occidentale del North Dakota, via South Dakota e Iowa, ricongiungendosi alla fine con un oleodotto esistente a Patoka, nell’Illinois.

http://www.globalist.it/world/articolo/208878/n-il-gelo-n-la-neve-fermano-la-protesta-dei-sioux.html




Inserito domenica 4 dicembre 2016


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