03/04/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Un modo diverso di celebrare i dieci anni dal sisma
Comunicato stampa


 In questi giorni si festeggiano dieci anni di distanza dall’ultimo terremoto distruttivo in Umbria, dall’inizio di una ricostruzione difficile, con un’infinità di convegni, incontri, iniziative finalizzate a comunicare il grande lavoro svolto e l’esperienza acquisita, s’immagina. Si parla di un presunto modello umbro che sicuramente è tale soprattutto se confrontato con la ormai tristemente famosa ricostruzione del Belice. Ma perché andare a rapportarsi con realtà in cui il tessuto socio culturale è così diverso dal nostro e non accettare di misurarsi con la ricostruzione in Friuli per esempio? Saranno strategie di comunicazione mirate, senza nulla togliere a quanto di buono è stato fatto, ma senza minimizzare i problemi.  
 Dal lato squisitamente psicologico non è difficile comprendere il peso umano e sociale dei primi soccorsi, quelli della società civile, del volontariato con il loro seguito di relazioni umane ancora oggi vive.
 I premi in questi giorni assegnati dalle istituzioni come ringraziamento ai volontari valgono forse un po’ meno dell’affetto guadagnato fra i terremotati.
 Il grande movimento di celebrazione è stato promosso dalla regione Umbria con l’organizzazione di numerosi convegni nei centri terremotati dove ha invitato a parlare esperti e protagonisti della ricostruzione in una girandola di interventi con valore didattico ma a rischio di autoreferenzialità.
 Si poteva pensare ad un modo di celebrare l’anniversario più utile alla collettività?
 Forse si. Accanto alle iniziative tese a valorizzare il lato umano della protezione civile si poteva dimostrare di credere nella prevenzione.
 Il patrimonio immobiliare non danneggiato dal sisma e non rispondente ai canoni minimi di sicurezza strutturale poteva essere incentivato in tal senso dando seguito ad una lodevole iniziativa che si è fermata al primo esperimento pilota. La legge regionale n. 18 del 2002 che favoriva gli interventi di prevenzione sismica nell’edilizia privata finalizzati ad aumentare il grado di sicurezza statica degli edifici.
 Un modo di festeggiare il decennale estremamente concreto e utile a riqualificare un patrimonio edilizio troppo spesso causa solo di prelievi fiscali.

29/9/2007
        Arch. Anna Rita Guarducci,       Segretaria del



Circolo Legambiente Perugia

Inserito lunedì 6 aprile 2009


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