22/03/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Far affluire libri nei paesi, villaggi, comunità
L'associazione Intra si adopera per salvare i libri che la gente aliena allo scopo di creare tante "biblioteche tematiche e multilingue dei libri salvati" là dove di biblioteche non ce ne sono o non bastano

Direttore lustrissimo,

ieri ho letto e apprezzato l'articolo di Francesco Delzio riguardante gli abitati privi di librerie.

Prima delle librerie però sarebbe bene che, nei piccoli abitati, ci fosse interesse per i libri: nel 1968, quando andai in Cecoslovacchia, vidi che, nei loro piccoli abitati, i libri erano venduti nei negozi di frutta e verdura. Nuovi e usati.

Ciò che occorre, prima delle librerie, è far affluire libri nei  paesi, villaggi, frazioni, comunità etc., e vi siano azioni che spingano a leggerli.

Ciò che occorre è evitare che ogni anno, come purtroppo accade, vengano gettati al macero centinaia di migliaia se non milioni di libri in questo Bel Paese che, mentre compie quegli atti incivili, plaude a chi sventra gli stadi, animato da calcistico furore, o spara mortaretti a San Silvestro senza considerare il danno che procura allo Stato o agli animali.

Dal 2007 l'associazione Intra, un piccolo gruppo umbro di volontari, si adopera per salvare i libri che la gente aliena allo scopo di creare tante "biblioteche tematiche e multilingue dei libri salvati" là dove di biblioteche non ce ne sono o non bastano.
In Umbria, di libri, Intra ne ha salvati oltre 60mila (ne avrebbe potuto salvare molti di più se avesse avuto ove metterli) e di "biblioteche dei libri salvati" ne ha create una cinquantina: alcune funzionano, altre sonnecchiano, alcune sono morte.
Ve ne sono di nuove e altre ancora se ne apriranno.

Intra non ha soldi e ben pochi ne riceve, ma pazienta, non predica, non si scandalizza e nemmeno pubblicizza le proprie azioni per non essere sommersa da un afflusso di libri che non potrebbe da sola sostenere.

Il Comune di Marsciano ci ha concesso un'ampia sede ove raccogliere i libri e lì vengono lentamente (siamo pochi) classificati, ossia divisi per materia, per tema.
Da Marsciano le "biblioteche dei libri salvati" vengono a prelevare le materie di loro interesse e catalogano poi ogni libro con il sistema aNobii, perché è gratuito, è su Internet: è quindi mondiale e, soprattutto, è utilizzabile anche da chi ha bassa scolarità,  abilità diverse o limitate ma tanta voglia di apprendere e capire, così come spesso avviene nel volontariato.

La fatica fisica è grande, il costo - tutto a carico di chi compie quest'opera meritoria - è elevato, ma necessario: bisogna pure che ci sia qualcuno a salvare i libri, quei mattoni con i quali è stata costruita la nostra civiltà e che oggi anche le biblioteche pubbliche gettano.
Fernando Baez ha scritto un bellissimo testo sui libri che abbiamo perduto: avvenne per azioni abbiette, ma determinate da scopi politici, religiosi, etici.
Noi distruggiamo i libri per ignoranza, leggerezza, stupidità e continuiamo a farlo buttandoli al macero o bruciandoli, perdendo così la testimonianza, che il resto del mondo ci invidia,  degli usi, costumi, tradizioni, arti di quelle migliaia di luoghi abitati ove quelle caratteristiche irripetibili sono nate.

Nel 2013 ho raccolto in un libro, Zattere nel mar d'Umbria - la piccola storia delle "biblioteche dei libri salvati" queste esperienze, mentre Intra prosegue a portare avanti quest'opera con rinnovate idee e forze.

L'Italia, l'Umbria nello specifico, è una nazione di piccoli bellissimi luoghi, ciascuno dei quali potrebbe avere una "biblioteca dei libri salvati" con un tema che rispecchi e caratterizzi la sua cultura.
Questa forte connotazione potrebbe così, grazie ad aNobii, essere conosciuta in tutto il mondo e attrarre nel luogo ove il tema scelto è più di richiamo un turismo colto, abbiente, consapevole, facendo scoprire bellezze e valori che, altrimenti, resterebbero ignoti.
Io sono Veneziano, ma anche Giano dell'Umbria e Bettona sono posti degni di essere conosciuti, così come Castelrotto, Posada, Cordenons e Piazza Armerina.

Ci sono oltre migliaia di luoghi in Italia che meritano sia conosciuta la loro esistenza con la creazione di una "biblioteca dei libri salvati" ove possano vivere ancora per secoli quei testi che l'inciviltà butta e, purtroppo, a tale inciviltà appartengono anche gli enti che si credono colti.


Cordialmente

 
ex giornalista, scrittore, fondatore delle "biblioteche dei libri salvati"



Giuseppe Bearzi

Inserito martedì 10 gennaio 2017


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