19/01/2019
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Il gasdotto che passa all'Aquila e Norcia si farà
Tagliata in due la zona più sismica d'Italia. I cittadini si ribellano: a rischio la nostra vita

Nell'immagine: Il grafico del tracciato del gasdotto nella zona sismica

Avete in mente la zona più sismica d'Italia, cioè quella che va da Sulmona passando per L'Aquila e su verso Nord fino a Norcia e Visso? Ebbene su quella direttrice passerà una parte del gasdotto Rete Adriatica. Un tubo di un metro e venti di diametro piena di gas a 75 atmosfere. "Una bomba pronta a scoppiare alla prima scossa tellurica", è il timore diffuso. E nonostante le proteste dei cittadini, e il no della Camera dei deputati nel 2011 che rilevò irregolarità nella richiesta della Valutazione di impatto ambientale e strategica - piuttosto che chiedere la Via sull'opera complessiva, la Snam ha suddiviso il tracciato in lotti, richiedendo singole autorizzazioni - la società petrolifera va avanti.

I cittadini si ribellano: a rischio la nostra vita

Incurante delle avvisaglie e delle rilevazioni di rischio sollevate dai Comitati per l'ambiente di Sulmona. "Nonostante il rischio sismico il progetto va avanti", spiega a Ferruccio Sansa sul Fatto quotidiano Giovanna Margadonna, portavoce dell'organizzazione di cittadini. Il gasdotto passerà nelle zone interessate dagli ultimi terremoti dal 1997 a oggi. Venerdì - spiega la donna - ne abbiamo parlato con il ministro Graziano Del Rio, ma ci ha detto che la competenza è del Ministero dello Sviluppo economico". Un rimpallo che rischia di portare il confronto alle calende greche.

Eppure la "Rete Adriatica" è un progetto del 2011 lungo 687 chilometri che attraversa dieci regioni, da Massafra in Puglia fino a Minerbio nell'Emilia, suddivisa in cinque tronconi di cui il primo già in attività e gli altri in fasi intermedie di acquisizione delle autorizzazioni. Ciascuno realizzato indipendentemente dall'altro e perfettamente funzionante. L'investimento complessivo della Snam è di 3,8 miliardi fino al 2020, piuttosto imponente.

Tagliata in due la zona più sismica d'Italia

Il tratto più delicato è quello di metà percorso che passa proprio dall'Appennino centrale, la zona più sismica d'Italia. "Non si tratta solo del gasdotto - dice Augusto De Sanctis Wwf Abruzzo - ma anche delle centrali di stoccaggio, una quindicina, e di una centrale di compressione a Sulmona, un impianto per dare la spinta al gas". E lì, scrive Sansa, c'è una faglia silente. Anche le procedure seguite per ottenere la valutazione ambientale strategica e la valutazione di impianto aziendale lasciano dubbi sulla correttezza dell'iter seguito, denuncia l'associazione Gruppo d'Intervento giuridico.

La Snam: assicura: non c'è nessun pericolo

Snam, da parte sua, sostiene che pericolo non ce n'è: "Nel corso dei maggiori eventi sismici in Italia negli ultimi quarant'anni non si sono registrati incidenti sui gasdotti in funzione". Anche il ministero dello Sviluppo economico assicura: L'opera è stata progettata  con un'attenta analisi della sismicità, come riportato nello studio di impatto ambientale del ministero dell'Ambiente". Eppure, sarebbe semplice sfruttare il gasdotto già esistente che passa lato mare (con minore sismicità) o ssemplicmente cambiare il tracciato. Perché no?

di An. L.

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Inserito martedì 24 gennaio 2017


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