23/07/2019
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Lo scoiattolo rosso torna in alcune aree di Perugia
Era scomparso da anni: ma si è avuta la piacevole scoperta della presenza dello scoiattolo autoctono in una zona della Città della Domenica



Si è svolta questa mattina la conferenza stampa di U-Salvarossi (U-Savereds): "Gestione dello scoiattolo grigio in Umbria: conservazione dello scoiattolo rosso e prevenzione della perdita di biodiversità negli Appennini", per la presentazione dei primi risultati tangibili del progetto Vita (Life) nato dall’esigenza di far fronte alla possibile minaccia conservazionistica a cui lo scoiattolo comune europeo sta andando incontro. A dare gli aggiornamenti sullo sviluppo del progetto Valentina La Morgia, Coordinatrice, Piero Genovesi, Presidente del gruppo specialista sulle specie invasive dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura e Dario Capizzi, della Regione Lazio Direzione Ambiente e Sistemi naturali.

IL PROGETTO
U-Salvarossi (U-Savereds) è un progetto comunitario nato dall’obbligo di dare attuazione al Regolamento europeo sulla prevenzione, gestione e diffusione delle specie alloctone invasive: nello specifico, facendo fronte alla minaccia di estinzione cui lo scoiattolo comune europeo (più spesso conosciuto come scoiattolo rosso) sta andando incontro, in seguito alla presenza e all’espansione, anche in Umbria, dello scoiattolo grigio americano. Specie aliena, questa, che si è cominciata a diffondere in Umbria a partire dai primi anni 2000.

L’OBBLIGO DI INTERVENTO
Nel corso della conferenza è stato evidenziato che l’obbligo di intervenire in tal senso ci viene dalla Comunità Europea, che con il regolamento EU 1143/14 ha definitivamente stabilito che gli Stati Membri devono impegnarsi a prevenire la diffusione delle specie invasive ed eventualmente intervenire attuando azioni di controllo.

I DATI
Capire la distribuzione e l’effettivo numero di scoiattoli grigi presenti è stato il punto di partenza per tutte le azioni gestionali di rimozione, e, conseguentemente, di conservazione dello scoiattolo rosso. Secondo i dati sulla presenza dello scoiattolo grigio in Umbria è stato stimato che lo scoiattolo grigio è presente prevalentemente in una zona centrale di 3,4 km2, ma la gamma complessiva è più ampia e si estende per circa 35 km2. Il campionamento è stato condotto principalmente nella zona centrale della distribuzione dello scoiattolo grigio e in una zona cuscinetto intorno alla zona di nucleo. Nel complesso, con questa metodologia è stata esaminata una superficie di circa 13,5 km2 ed è stata ottenuta una stima di 1510 individui. Secondo i dati raccolti, è stato stimato che solo 112 scoiattoli rossi erano ancora presenti nella stessa area 13,5 km2.

RISULTATI INCORAGGIANTI
Nonostante durante l’indagine è stata chiaramente toccata con mano la scomparsa graduale del rosso a causa dell’espansione del grigio, durante i mesi più recenti, con l’avvio dell’attività di gestione si è avuta la piacevole scoperta della presenza dello scoiattolo autoctono in una zona a ridosso del Parco Faunistico della Città della Domenica. Due individui infatti sono entrati ripetutamente nelle trappole presenti nell’area. E’ un risultato importante, che permette di affermare che si potrà tornare a vedere lo scoiattolo rosso anche in una zona dove la presenza della specie alloctona è stata fino ad ora tanto rilevante.

IL RUOLO DEI CITTADINI
Lo scoiattolo americano è arrivato a Perugia a causa di una introduzione operata dall’uomo in un contesto urbano. Ed è la stessa situazione che si ha nelle regioni del nord Italia dove la specie è presente. Prende il sopravvento sulla specie autoctona grazie alla sua elevata capacità di sfruttare le risorse del territorio e anche grazie all’atteggiamento confidente che lo rende abile a prendere il meglio anche da un contesto fortemente antropizzato come quello cittadino o periurbano. La difficoltà maggiore del progetto è rappresentata proprio da questo aspetto, che deriva dal far comprendere ai cittadini la necessità di intervenire. Senza la loro collaborazione sarà molto difficile ottenere il risultato atteso, che è quello di eliminare la specie o ridurla il più possibile, e prima che questa raggiunga un livello tale per cui l’unico intervento praticabile sarà quello di prevedere una costante attività di controllo.
"Tutte le specie aliene – ha dichiarato Genovesi nel corso della conferenza - sono state portate dall’uomo, ed è necessario pertanto lavorare insieme sulla prevenzione al fine di sensibilizzare i cittadini nell’assumere comportamenti responsabili. Nessuna battaglia si può vincere senza la collaborazione di tutta la comunità".

Il progetto U-Salvarossi (U-Savereds) è promosso e realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra), in collaborazione con la Regione Umbria, il Comune di Perugia, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche, la Regione Lazio, Legambiente Umbria e l’Istituto OIKOS srl.




Inserito giovedì 26 gennaio 2017


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