21/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Il laboratorio delle Nuvole
E’ uno scenario aperto su vissuti a volte problematici e drammatici, altre volte ironici e perfino giocosi, sempre emotivamente intensi

OTTOBRE
Il laboratorio Nuvole ha avuto inizio ufficialmente il 19 ottobre, e per tre giorni ha dato vita ad un set cinematografico nella sala polivalente della Casa Circondariale di Capanne. Sulla scena si sono alternati una quindicina di detenuti di varie nazionalità e provenienze, che hanno saputo creare o consolidare un rapporto di collaborazione basato sulla motivazione e sull’impegno. E soprattutto sulla capacità di vivere l’esperienza come un momento di ‘evasione’ e divertimento.
Come abbiamo già sperimentato lavorando con le giurie dei detenuti e delle detenute, anche in questo contesto la relazione interpersonale con alcuni di loro  è stata di empatia e comprensione, e ha permesso di instaurare quei legami tra il dentro e il fuori che a molti di loro spesso mancano, come manca, quasi completamente, la conoscenza del dentro in chi sta fuori.
In questa fase del laboratorio, la ripresa di alcuni passi del film di Pasolini Che cosa sono le nuvole? ha coinvolto tutti i detenuti in un gioco di alternanze che  darà i suoi frutti in fase di montaggio.
Il prossimo appuntamento è per il 16 novembre, quando inizierà una nuova sessione di lavoro, anch’essa di tre giorni.
Appena possibile inseriremo le prime immagini.

NOVEMBRE
La seconda tappa del “viaggio” delle Nuvole, nei giorni 16, 17 e 18 novembre, ha segnato un importante avanzamento del progetto e ha permesso quell’attesa evoluzione che poteva scaturire solo dalla piena realizzazione di un rapporto di fiducia tra regista, troupe, attori-autori.  Se nella prima fase aveva prevalso il lavoro intorno allo stimolo iniziale, cioè l’interpretazione di scene tratte dal cortometraggio pasoliniano, ora i materiali si diversificano e si stratificano, provenendo dall’esperienza, dal patrimonio di storie personali e collettive dei detenuti, dai loro scritti, dalle loro esternazioni, dalla loro progettazione.  E’ uno scenario aperto su vissuti a volte problematici e drammatici, altre volte ironici e perfino giocosi, sempre emotivamente intensi.
A dirci con quanto entusiasmo sia stato accolto, e sia di mese in mese atteso, l’incontro con Giovanni e il gruppo di lavoro non sono soltanto i detenuti, ma anche il personale di sorveglianza: raramente le attività proposte in carcere vengono seguite con continuità da chi inizia a frequentarle; se questo avviene vuole forse dire che, dall’esser presenti, ricevono un senso di pienezza, di comprensione, di costruzione di qualcosa anche per sé.

GENNAIO
I giorni 18, 19 e 20 gennaio hanno segnato la ripresa del lavoro per il Laboratorio Nuvole.  Dopo le sessioni di ottobre e novembre, questa terza sessione ha introdotto importanti novità nello svolgimento del laboratorio:
- I partecipanti si sono misurati sul testo di Calderon De La Barca La vita è un sogno, sviluppo previsto ma ulteriormente motivato dalle storie personali emerse nel corso dei precedenti incontri;
-  Il  luogo dell’azione (e delle riprese) si è allargato: fino ad ora il set era costituito dagli spazi della sala polivalente (palco, platea, antibagno); in questi giorni abbiamo lavorato anche nelle sezioni e nelle celle.
Il materiale filmico e fotografico non è al momento a nostra disposizione, perché per ragioni di sicurezza è al vaglio dell’amministrazione penitenziaria, perciò le immagini che alleghiamo si riferiscono ancora al materiale girato in sala polivalente.
Come è facile immaginare, entrare nei corridoi di sezione, e ancor più nelle celle, ha significato condividere con i detenuti (quelli che partecipano al laboratorio, ma anche altri) lo spazio della loro quotidianità, e soprattutto lo spazio personalizzato, per quanto possibile in una situazione di forte privazione della dimensione privata.
Molti di loro erano ansiosi di mostrarci le loro celle, di offrire un caffè o un dolce preparato la sera prima con i mezzi rudimentali di cui dispongono.
In questa nuova dimensione continuano ad intrecciarsi le loro storie personali, profonde e dolenti; storie di passioni, abbandoni, tranelli, ribellioni, miraggi, aspettative, sconfitte, ripensamenti.
E intanto il progetto si espande!



Maurizio Giacobbe


Inserito venerdì 27 gennaio 2017


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