22/05/2019
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Liberare la stanza di Capitini per il cinquantenario della morte
Walter Binni: fu “un luogo essenziale nella storia dell'antifascismo perugino e italiano e che avrebbe dovuto essere mantenuto come era a ricordo di questa sua importanza storica

 

Ripercorrendo il percorso politico di Aldo Capitini ho ripreso in mano lo scritto di Walter Binni L'antifascismo a Perugia nel periodo di preparazione della resistenza, dove a proposito della stanza di Aldo Capitini scrive che fu “un luogo essenziale nella storia dell'antifascismo perugino e italiano e che avrebbe dovuto essere mantenuto come era a ricordo di questa sua importanza storica”.

 

Mi ha ricordato quello che scrissi quando la stanza-cella di Capitini dietro l'orologio del Comune, inserita nel percorso della Galleria Nazionale dell'Umbria, venne occupata dalle opere collezionate da Valentino Martinelli e generosamente donate alla nostra città: “avrebbero dovuto “lasciarla com'era, libera... Per aiutare i visitatori della galleria a pensare quello che significano quei pochi metri quadri nella storia di Perugia, dell'Italia e del pensiero non violento nel Mondo”.

 

Denuncia ripresa dal consigliere comunale Bori e portata alla Commissione cultura del consiglio comunale che all'unanimità stabilì che la stanza di Capitini tornasse com'era. Ma per far camminare un pensiero non bastano un voto e qualche delibera. Una decisione per diventare concreta ha bisogno di volontà, costanza e cura. Cosa che non c'è stata e una decisione di grande valore civile è rimasta scritta in qualche atto ufficiale, e là sommersa dal tran tran della vita amministrativa comunale.

 

È un peccato che stia accadendo questo, perché se quella decisione avesse avuto seguito si sarebbe ascoltato Walter Binni. Ora sembra che il direttore della Galleria nazionale dell'Umbria Marco Pierini stia maturando l'intenzione di restituire alla stanza di Capitini il suo profondo significato. C''è solo da sperare che il proposito del direttore abbia il sostegno del Consiglio Comunale e si concretizzi il prima possibile.

 

Non per soddisfare il desiderio di qualche cittadino o di qualche associazione come la società di Mutuo Soccorso sentimentalmente legati ad Aldo Capitini. Nemmeno perché quel giorno la Galleria Nazionale dell'Umbria sarà più bella, ma perché sarebbe più significativa e ancor più unica. E Perugia più civile, per usare termini cari ad Aldo Capitini una città più libera e aperta.

 

Nel 2018 sarà il cinquantennale della morte del libero religioso rivoluzionario non violento Aldo Capitini. Dare concretezza al desiderio del suo discepolo amico fraterno Walter Binni sarebbe uno dei modi giusti per ricordarlo.

 



Vanni Capoccia


Inserito domenica 5 febbraio 2017


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Commenti

Nome: Giap
Commento: I politici votano ed in questo caso un voto a favore di Capitini non si nega, ma poi se ne fregano di quello che hanno votato. Se avessero votato una speculazione edilizia avrebbero seguito la pratica con attenzione maniacale sollecitando con tutti i mezzi i dirigenti

Nome: Costanza Ciabatti
Commento: Capitini è troppo per questa città. Per fortuna che c'è un gruppo di intellettuali che non demorde e costringe gli indifferenti a ricordare. E per fortuna che il direttore della Galleria abbia capito

Nome: Giulia rondini
Commento: Sarebbe giusto che venisse fatto e che venisse riconosciuto il merito a chi ce l'ha. Ma queste sono cose da signori della politica e nella politica perugina di signori e/o signore non se ne vedono.

Nome: Antonio Carmeli
Commento: Se accadrà che la stanza di Capitini verrà restituita al suo pensiero e al suo agire vedrete che dal consiglio comunale sbucheranno tanti a dire è merito mio e quelli della giunta saranno in prima fila a tagliare un nastro

Nome: Dori Verdi
Commento: Sarebbe una gran bella cosa

Nome: Francesca Berioli
Commento: Se ci si riuscirà sarà per merito del direttore Marco Pierini e di chi a suo tempo pose il problema

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