22/09/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Quattro ciac... la scuola al centro
Conclusa con successo la rassegna. Un invito al cinema per ricominciare a parlare della scuola, e di come nella scuola si possono incontrare le persone, le culture, i modelli educativi

Tutti ne parlano, la commentano, la denigrano, ma poche sono le occasioni autentiche all'interno delle quali sospendere il giudizio e fermarsi a riflettere sulla scuola. Lei, crocevia di preconcetti, corsi e ricorsi storici, aspirazioni o più semplicemente vita, protagonista della rassegna cinematografica "Quattro ciac... la scuola al centro!".

Il mercoledì di febbraio è così diventato un appuntamento fisso nel cuore del fermento socioculturale di via della Viola, nonché della città di Perugia, con l'incontro e la condivisione di temi importanti grazie alla proiezione di quattro pellicole cinematografiche capaci di offrire scorci significativi della realtà scolastica odierna.

Tutto è iniziato il 1° febbraio, con la proiezione de "La mia classe", film italiano per la regia di Daniele Gaglianone, con Valerio Mastandrea, unico attore professionista del cast, nel ruolo di un insegnante di Italiano alle prese con un variegato gruppo di adulti immigrati e, immancabilmente, con i pesanti bagagli di vita che li aveva portati fino a lì, tra quei banchi di una scuola dal sapore di speranza e riscatto sociale.

Dall'insegnamento agli adulti siamo poi passati alla scuola rivolta ai più piccoli grazie al film documentario, diretto da Nicolas Philibert, "Essere o avere"; una pellicola francese del 2002 capace di raccontare uno spaccato di vita vera racchiuso tra le montagne dell'Auvergne, dove una piccola scuola, pluriclasse e con bambini di età compresa tra i quattro e gli undici anni, condivide uno spazio che non è solo scolastico, sotto la guida silenziosa e attenta di quello che si direbbe un maestro "molto più che unico".

Sempre d'oltralpe, ma girato nel 2014, è il film scelto per il terzo incontro, "Una volta nella vita", ispirato ad una storia vera ed immerso nelle vicissitudini di una complessa scuola secondaria di secondo grado a sud-est di Parigi, centro di multiculturalità, dispersione scolastica e difficoltà di convivenza e integrazione. La regista, Marie-Castille Mention-Schaar, ha scelto di raccontare dalle macerie di una classe, considerata dai più come di frontiera, quanto possa fare la differenza lo sguardo, la passione e la voglia di crederci ancora di un'insegnante che sceglie ogni giorno di non etichettare negativamente nello stereotipo investendo con entusiasmo sulla propria classe.

E di classi "speciali", così come definite dalla stessa regista Claudia Cipriani, si parla ancora in occasione dell'ultima proiezione di questo ciclo, "L'estate che verrà", il più recente tra i film proposti (2016) e presentato all'ultimo "Perso Perugia Social Film Festival". Le scene, di tipo documentaristico e girate all'interno della scuola pubblica, riguardano tre esempi possibili di didattica diversa e rivoluzionaria. Al termine della proiezione, pensieri in circolo con la regista Cipriani che ha partecipato al dibattito in collegamento video.

La sorprendente partecipazione riscontrata nelle quattro serate, fa rilevare un reale bisogno di confronto sulla scuola e sulle tematiche didattico-pedagogiche.

Punto Arlecchino, con rinnovato entusiasmo, si propone quindi di promuovere in futuro occasioni ulteriori di incontro, dialogo e dibattito, nella convinzione mai sopita che sia necessario condividere spunti e buone prassi su esperienze significative sotto il profilo della didattica, dell'intercultura, della cooperazione educativa.

 



Il gruppo di Punto Arlecchino

Inserito giovedì 2 marzo 2017


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