12/12/2017
direttore Renzo Zuccherini

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I diritti negati: il caso KaiowÓ-Guaraný
Ad Assisi un incontro con un rappresentante del popolo indigeno KaiowÓ-Guaraný per parlare dei diritti loro negati a cominciare da quello della terra

Prossima iniziativa del circolo culturale "primomaggio" che in collaborazione con la Pro Civitate Christiana, i Ra.Mi. (Ragazzi Missionari), Libera Internazional e l'altrapagina (mensile dell'alta valle del Tevere) organizza mercoledý 5 aprile ad ASSISI un incontro con un rappresentante del popolo indigeno KAIOW┴-GUARAN═ per parlare dei diritti loro negati a cominciare da quello della terra.
Sul nostro sito www.circoloprimomaggio.org troverete ulteriori informazioni su questo popolo, la loro storia e cultura e la loro condizione attuale.


ASSISI
Biblioteca Pro Civitate Christiana, via degli Ancajani 3,

Mercoledý 5 aprile 2017
ore 20.45

I diritti negati: il caso KaiowÓ-Guaraný

Incontro
con Ladio Verˇn Cavalheiro (Ava Taperendi)
cacique KAIOW┴-GUARAN═

Il viaggio di Ladio Veron (rappresentante dei Guarani - KaiowÓ) in Europa

Ladio Veron Cavalheiro, il suo nome indio Ŕ AVA TAPERENDI, 50 anni, capo della comunitÓ di Takußra, Ŕ unácapo ATY GUACU - Assemblea Generale del Guarani Kaiowß - e portavoce del Guarani Kaiowß in questo viaggio sul suolo europeo . ╚ professore di Storia, laureato all' UniversitÓ Federale di Grande Dorados. E'stato professore alla scuola delle comunitÓ Guarani Kaiowß e vive come un contadino nella sua comunitÓ.

Il Cacique Ladio Verˇn (capo Ladio Verˇn) con il suo viaggio in Europa nel 2017, intende denunciare a livello internazionale la continua violenza subita dalle popolazioni indigene in Brasile in generale, e in particolare da quelle dei Kaiowß e dei Guarani.

Il Brasile sta attraversando uno dei suoi momenti peggiori negli ultimi 30 anni, perchÚ Ŕ in balia di un governo golpista, che sta calpestando tutti i diritti del popolo brasiliano, diritti conquistati nel corso degli ultimi 80 anni. Per quanto riguarda la lotta e la resistenza dei popoli indigeni, l'attuale governo sta lanciando attacchi diretti alla loro vita, all'interno dei loro stessi territori.

L'accordo tra i grandi proprietari terrieri e la borghesia, per il potere legislativo, esecutivo e giudiziario, minaccia di ridurre finanche quei pochi diritti rimasti, conquistati dai popoli indigeni, in particolare, con la Costituzione del 1988. Dei 594 membri del Parlamento che compongono il Congresso Nazionale, 207 di questi sono i diretti rappresentanti della grande industria agroalimentare. Questo gruppo parlamentare sta mettendo mano a molti diritti conquistati con la Costituzione del 1988, approvando misure provvisorie, emendamenti e riforme costituzionali contro pi¨ di 300 popolazioni indigene viventi in Brasile.

In questo momento, non si sa quale sarÓ il futuro del Brasile e tanto meno il futuro delle popolazioni indigene, sia di quelle che vivono nei loro villaggi tradizionali che di quanti si trovano in contesti urbani. Per quanto riguarda l'ambiente, secondo l'Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais (Istituto Nazionale di Ricerca Spaziale - Inpe), la deforestazione in Brasile ha raggiunto circa 5.800 Km▓ nel 2015, una superficie equivalente alla Palestina (5.660 km▓), la Cisgiordania, oltre a 360 km▓ della Striscia di Gaza).

Nello stesso anno, secondo il Conselho Indigenista Missionßrio (Consiglio Missionario Indigenista - CIMI), 137 indigeni sono stati uccisi in Brasile. Di questi delitti, 36 sono stati commessi nel Mato Grosso do Sul, prevalentemente contro i Guarani Kaiowß.

Il Congresso Nazionale ha intenzione di ridurre drasticamente i territori indigeni in Brasile con la proposta di emendamento costituzionale 215 (Pec 215), cosa che comporterebbe una riduzione dall'attuale 13% al 2,6% di territorio brasiliano per queste popolazioni, causando ulteriori disboscamenti, crimini ed eccidi di indigeni che vivono nelle loro terre tradizionali.

Di fronte a un futuro cosý cupo, il capo Ladio Verˇn dei Guarani Kaiowß, figlio del capo Marcos Verˇn, assassinato nel 2003 davanti agli occhi della sua famiglia da guardie assoldate dai fazendeiros (proprietari di grandi aziende agricole), Ŕ in viaggio per l'Europa ed intende con fermezza trovare alleati internazionali per sostenere la lotta delle popolazioni indigeni in Brasile.

Cacique Ladio (capo Ladio) vuole parlare della situazione delle popolazioni indigene in Brasile, e in particolare nel Mato Grosso do Sul, al fine di trovare appoggio politico e finanziario per aiutarle ad organizzarsi e lottare contro le violazioni dei loro diritti annunciate per i prossimi anni. Il governo brasiliano ha giÓ colpito il supporto legale alle popolazioni indigene, indebolendo la Fundaciˇn Nacional do ═ndio (Indian National Foundation - FUNAI), l'agenzia governativa che garantiva alcune condizioni minime per la sopravvivenza dei popoli indigeni nelle loro terre tradizionali e altrove.

Rafforzando la protezione dei popoli indigeni in Brasile, difendiamo anche l'ambiente, cioŔ le foreste e le acque del Brasile.

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IL POPOLO GUARAN═ RESISTE
di Christina Pantzis*

I successivi governi brasiliani non hanno onorato i loro impegni di delimitazione dei territori GuaranÝ-Kaiowß previsti nella costituzione del 1988, esponendo i nativi GuaranÝ-Kaiowß GuaranÝ-Kaiowß a ogni tipo di violenza con l'obiettivo di espellerli da ci˛ che resta delle loro terre ancestrali.
I Guarani-Kaiowß vivono nello stato del Mato Grosso do Sul, alla frontiera del Brasile col Paraguay. In realtÓ, la maggioranza dei Guarani-Kaiowß che per pi¨ di duemila anni hanno stabilito una relazione vitale coi 350mila kmq di foreste e valli della regione, Ŕ stata espulsa dalle loro terre ancestrali. Il progetto iniziato dai colonizzatori 500 anni or sono, negli ultimi tempi ha visto crearsi grandi unitÓ agro-industriali e i loro alleati politici e del settore esportazione, impegnati a vendere o concedere terre indigene come se in esse non vivesse alcuno. Di fronte alla minaccia di estinzione totale, i Guarani-Kaiowß stanno chiedendo alla comunitÓ internazionale di non permettere che questo genocidio si concretizzi. PoichÚ l'espulsione dai propri territori significa per loro la morte lenta, come pure quella della loro cultura. I successivi governi brasiliani non hanno onorato i loro obblighi contratti con la Costituzione del 1988 e non hanno delimitato il territorio Guarani-Kaiowß esponendo i suoi componenti a ogni tipo di violenza a cui vari settori della societÓ ricorrono per espellerli.
"L'assenza della demarcazione Ŕ una ragione e una motivazione del nostro genocidio. La mancanza delle garanzie da parte dello Stato significa pi¨ morti e difficoltÓ di sopravvivenza del nostro popolo", ha dichiarato il Gran Consiglio dell'Assemblea dei Guarani-Kaiowß.

Uccisioni... Attualmente, questa etnia occupa meno dello 0,2% del Mato Grosso do Sul. Il 65% dei suoi membri vive in 'ripari', concentrati in piccole aree dentro i loro territori mentre molte imprese private con piantagioni di canna da zucchero e di soia transgenica si espandono, versando fiumi di veleno e distruggendo le foreste millenarie.

Molti Guarani-Kaiowß si rifiutano di rifugiarsi negli 'ripari', rifugiandosi in accampamenti costruiti ai bordi di strade che attraversano le terre dove vivevano, con la speranza di farvi ritorno. E, nel loro tentativo di ritornare, li attende un'incredibile violenza: minacce, bastonate, attacchi con prodotti chimici, torture, violazioni, omicidi. Secondo il Consiglio Indigenista Missionario (CIMI), nel 2015 sono stati uccisi 137 nativi: 36 nel Mato Grosso do Sul, in maggioranza Guarani-Kaiowß. A gennaio il governo Temer ha emesso un decreto-legge che modifica le modalitÓ di demarcazione dei territori indigeni e consente al Dipartimento di Giustizia di congelare i procedimenti di demarcazione, al fine di riesaminare la validitÓ delle terre giÓ demarcate.
Contemporaneamente, il Congresso ha promosso una proposta di modifica costituzionale secondo la quale la demarcazione dei territori indigeni passa sotto la competenza del Parlamento, dove Ŕ presente una rappresentanza poderosa di proprietari terrieri che tramano contro le terre dei popoli originari. Dei 594 membri del Congresso, 207 rappresentano direttamente la grande agro-industria. Se verrÓ approvata la proposta i popoli indigeni vedranno i loro territori ridotti dal 13% al 2,6% della superficie del paese. Per i Guarani-Kaiowß l'espulsione dalle loro terre tradizionali significa angoscia, come afferma l'organizzazione internazionale Survival. Lo spostamento in altri territori significa la distruzione del loro mondo. Essi erano abitanti della foresta (kaiowß significa 'popolo della foresta' - ndt) vivevano in essa e di essa. La loro sopravvivenza fisica e spirituale, la loro visione del mondo dipendono dalla loro relazione con le loro terre."

...áe suicidi. Questa angoscia, la marginalizzazione e la violenza si manifestano nel modo pi¨ tragico nell'enorme numero di suicidi. Secondo la comunitÓ pi¨ di mille uomini, donne e ragazzi si sono suicidati negli ultimi 20 anni. Solo fra il 2000 e il 2008 si sono registrati 410 suicidi, e fra questi molti adolescenti.
"Noi, i popoli indigeni, siamo come le piante. Come possiamo vivere senza le nostre terre?" chiedono al mondo, iniziando una campagna di informazione con la speranza che la comunitÓ internazionale non assista impassibile al genocidio di un altro popolo.


*Cristina Pantzis fa parte del comitato greco di sostegno al popolo Guarani-Kaiowß.


www.circoloprimomaggio.org





Inserito martedý 14 marzo 2017


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