13/12/2017
direttore Renzo Zuccherini

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Le Serenate del Ciclone
Omaggio a Mario Petri: L’animo fragile e indifeso chiuso nel corpo da gigante dell’artista umbro si muove a passi di danza con il Laboratorio Danzidea

Torna anche quest’anno Leggere… per Ballare progetto speciale promosso da Fnasd, Federazione Nazionale Scuole di Danza e Fondazione Nazionale della danza con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione dell’Università e Ricerca e di Agiscuola, realizzato dall’Associazione Laboratorio Danzidea Perugia e dal Comune di Perugia. Ad andare in scena al Teatro di Morlacchi di Perugia, martedì 28 marzo alle ore 20.30, sarà il balletto Le Serenate del Ciclone, omaggio all’artista umbro Mario Petri liberamente tratto dall’omonimo libro a lui dedicato dalla figlia Romana Petri (2015, edito da Neri Pozza). Regia di Arturo Cannistrà, ideazione artistica di Bianca Belvederi Bonino, Arturo Cannistrà e Francesco Germini, percorso scenografico e scelta testi a cura di Bianca Belvederi Bonino, musiche scelte da Francesco Germini, anche autore di composizioni inedite, voce narrante di Elina Nanna, costumi di Angela Zanfino, coreografie di Arturo Cannistrà e coreografe delle scuole associate a Fnasd.

Il ricavato della serata sarà devoluto all’associazione Libertas Margot che si occupa di violenza di genere e della tutela dei diritti umani e la sicurezza delle persone (www.margotproject.org).

QUI per il promo video: https://www.facebook.com/progetto.danza.37/videos/825699244249164/

Le Serenate del Ciclone  - Nota della professoressa Bianca Belvederi Bonino

Ho letto questo romanzo, o meglio, biografia romanzata, vissuta ed intensa, durante una splendida crociera negli “ellenici” mari; non conoscevo questa autrice, ma fin dalle prime pagine, sono stata trasportata nel mondo nostalgico della mia giovinezza, nel mio passato di figlia legata, come Romana, da una complicità irripetibile al proprio padre. È un passato che assume i contorni classici del mito e della leggenda, così come un mito è questo padre per l’autrice: il mito vive anche dopo la morte, per sempre, non solo nel nostro cuore, ma in ogni realtà culturale ed artistica. Grande e possente nel fisico, grande e possente nell’animo, lontana nel tempo la nascita di Mario Pezzetti e la sua adolescenza nella campagna perugina, dove, come gli eroi greci predestinati figli di dei, incontra il suo destino in un piccolo grammofono che gli dona il padre. Scopre il canto, diventa per tutti “il Ciclone”, che, forte e bello, ammalia con serenate e con una voce potente, le giovani del luogo. Sfrutta la sua forza fisica per sostenere gli studi di canto, diventando pugile sul ring: il Perugino; nel contempo l’audizione alla Scala, ma rientra sempre a Cenerente, il suo paese, dove aveva formato la “banda” di cui era il capo indiscusso, legato da vincoli di amicizia fortissimi, soprattutto con “il Kid”, bello e forte come lui, un mito. Impersonando Creonte dell’Edipo Re alla Scala, Mario Pezzetta diventa Mario Petri, Mario la Roccia. Mito, epica, arte caratterizzano la sua vita di cantante basso-baritono, soprattutto con l’incontro con Lena, ballerina classica. La sua vita è un palcoscenico continuo, in cui mette sempre in evidenza il suo animo puro, passionale  e la sua lealtà; la storia con Giulietta Simionato e il leale sacrificio conseguente ne sono la dimostrazione. La fama viene con il Don Giovanni  diretto da Karajan, a Vienna, un Don Giovanni mitico, giovane, bello, bravissimo e italiano, come commentano i quotidiani; è la gloria, sono le scritture, ma, purtroppo, dovrà pagare personalmente con l’allontanamento dalla scene quando lascerà Giulietta, per sposare Lena, il suo vero amore. Il sogno di diventare cantante si scontra con la dura realtà, con gli intrighi del retropalco, ma un altro sogno diventa realizzabile: belli e splendenti come due divinità Mario e Lena vanno incontro alla vita tenendosi per mano. Continua il mito, tra epos e realtà: i personaggi dei film mitologici, quelli di cappa e spada, la collaborazione agli spaghetti western, tanto cari all’amata figlia Romana. È nella Petride, l’epopea di Romana Petri, però, che Mario si identifica negli eroi omerici raccontati alla giovane figlia, alunna di Zeus adunatore di nembi:  diventa Aiace possente, Achille massacratore cuor di leone, è Ettore dall’elmo scintillante, Odisseo il luminoso, o il solito Dio Nettuno. Attraverso la cultura e la memoria di Romana, ci immergiamo in un mondo lontano, ma vivo, caratterizzato da lealtà, amore, rispetto, sincerità, senso dell’amicizia, quello dell’epos, quello del cuore di Mario; siamo sempre sul palcoscenico, in teatro, dove le azioni degli attori sono mosse da fili invisibili, dagli dèi. La famiglia si ritrova intorno al mito di Odisseo, con Penelope e Telemaco; sogna destini propizi, stagioni favorevoli, ma gli dèi stanno tramando un destino avverso: Mario, dopo il grande successo del Macbeth al Maggio Musicale Fiorentino, viene abbandonato da chi doveva credere nella sua rinascita; l’annuncio del ritiro dalle scene è conseguente all’amarezza ed alla delusione per un tradimento, che ha lacerato il suo cuore di fanciullino pascoliano. Muore prematuramente all’età di 63 anni, eternamente giovane nel cuore e nel pensiero di Romana, come i figli degli dèi, gli eroi, trasfigurato ed onnipresente nelle voci della natura. Mito, sogno, realtà: tre termini chiave in questo bel romanzo di Romana Petri, di questa figlia ancora legata ad un padre unico, indimenticabile, leggendario, in un sogno che ha superato la realtà quotidiana, trasportandola nel mondo epico ed eterno degli Eroi. E se il mito è il filo conduttore della sua memoria, esso può diventare sogno, aiutando a trasformare la difficoltosa realtà, rendendo l’esistenza umana sempre viva ed entusiasmante.

Dove state correndo?

Perché vi impazza la mente nel petto?

Si tuffò dentro l’Oceano il raggio splendente del sole

Portando  notte oscura sopra i campi fecondi.

Il libro Le serenate del Ciclone (dal sito Neri Pozza) - I libri sui padri sono sempre una resa dei conti col morto che, in quanto tale, non parla. Non così questo libro insolito e straordinario, per metà puro romanzo e per l’altra metà memoir familiare, che parte invece dal giorno in cui il futuro padre nasce e ne reinventa la storia. Romana Petri racconta così i sessantatre anni di vita di un uomo, dal 1922 al 1985, ma anche quelli italiani, dal fascismo alla guerra alla ricostruzione al boom economico e oltre. C’è l’infanzia nell’Italia rurale nella campagna vicino a Perugia, e poi l’adolescenza condivisa con una banda di scavezzacollo in quella città allora poco più grande di un paese, tra serenate notturne al balcone della bella di turno ed esuberanti scazzottate coi soldati alleati giunti dopo la liberazione. E poi c’è una Roma carica di promesse, in anni in cui nessuna meta è preclusa: il benessere, le auto sportive, le villeggiature, le conquiste amorose, un successo che pare senza limiti. Infine, la realtà che cancella l’illusione di non poter mai più tornare indietro: la caduta, le crisi, le difficoltà da cui riemergere con la tenacia degli anni formativi. Mario Petri detto “Ciclone” è un padre ingombrante. È grande e grosso ma capace di coltivare una sua fine sensibilità. Ha l’animo di un cavaliere antico, e il suo futuro sarà quello di un uomo di spettacolo nato per vestire i panni di personaggi eroici tanto nell’opera lirica quanto nel cinema. Intorno a Mario e Lena e ai figli nati dal loro grande amore s’incontrano tanti personaggi famosi, da Maria Callas a Herbert von Karajan, da Sergio Leone a Jack Palance e Tatiana Tolstoj. È un mondo fatto apposta per incantare una figlia che del padre, però, intuisce un lato segreto: l’animo fragile e indifeso in un corpo da gigante. Un padre che sa proteggerla fisicamente ma al quale fare anche un po’ da madre. Con uno stile vivido e un linguaggio che come musica sa far risuonare gli accenti dialettali di un mondo lontano, Romana Petri riallaccia i fili della memoria di un’Italia scomparsa ma sempre giovane, come il protagonista che l’attraversa. Una storia vera che è anche, e profondamente, la sua storia. E alla forza della scrittura unisce la potenza di emozioni universali che si riverberano sul lettore così come si sono riverberate in lei e nella sua infanzia felice, quella di chi crede nel bene della vita che sta tutto intero laggiù a fare da scudo al futuro.

Romana Petri, nata a Roma, vive attualmente tra la capitale e Lisbona. Ha ottenuto numerosi premi come il Premio Mondello, il Rapallo Carige, il Grinzane Cavour e il Bottari Lattes. È stata due volte finalista al Premio Strega. Traduttrice, editrice e critico letterario collabora con ttl La Stampa, il Venerdì di Repubblica, Corriere della Sera e Il Messaggero. È tradotta in Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo. Tra le sue opere: Ovunque io sia (Beat 2012), Alle Case venie, I padri degli altri, La donna delle Azzorre, Dagoberto Babilonio, un destino, Esecuzioni, Tutta la vita, Figli dello stesso padre e Giorni di Spasimato amore.

Leggere… per ballare propone un lavoro in rete tra istituzioni educative: scuole di danza associate, scuole istituzionali e teatro. Ciascuna realtà utilizza competenze e linguaggi diversi, nel rispetto della propria autonomia didattica ed espressiva, e il punto d’incontro si ha nella fase conclusiva che si realizza a teatro. Le finalità sono: inserire lo spettacolo di danza nella programmazione scolastica, cioè creare partendo da giovanissimi, un’abitudine alla danza e, quindi, promuovere la formazione del pubblico; dare spazio accanto ed insieme alla didattica della parola, alla formazione dell’occhio, dell’udito e dello spazio, riconoscendo nell’emozione, legata al momento della visione dal “vivo”, un’esperienza fondamentale ed insostituibile per la crescita e lo sviluppo dell’individuo; inserire il linguaggio della danza come proposta formativa e culturale e valorizzare la funzione del teatro come luogo “necessario” di relazione, comunicazione e formazione.

Sette le associazioni che costituiscono il Laboratorio Danzidea Perugia (www.laboratoriodanzidea.it ): Apollon Scuola Danza, Centrodanza Sazio Performativo, Centro Danza F.Joannau, C.S.D.U. Centro Studi Danza Umbro, Progetto Danza, School of dancing Spring, Studio Danza Morlacchi.

Per informazioni: Cristina Speranza (presidente Laboratorio Danzidea Perugia) 347.3758545.

Per le prenotazioni rivolgersi alle sedi delle associazioni o recarsi al botteghino del Teatro Morlacchi lunedì 27 (dalle ore 17 alle ore 19) e martedì 28 marzo (a partire da un’ora prima l’inizio dello spettacolo).

CREDITI FOTOGRAFIE: Archivio Famiglia Petri
Ufficio stampa Laboratorio Danzidea Perugia
Francesca Cecchini 328.2334319 – fra.cecchini72@libero.it




Inserito mercoledì 22 marzo 2017


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