24/05/2019
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La chiesetta della Madonnuccia da primavera a primavera
Nella primavera del 2015 fu diffuso un appello sullo stato di conservazione degli affreschi di scuola peruginesca: non se ne è fatto niente. Così le pitture rimangono sempre più un ricordo lontano

Nella primavera del 2015 fu diffuso un appello sullo stato di conservazione, ormai a rischio di scomparsa, degli affreschi di scuola peruginesca nella chiesetta della Madonnuccia di San Martino in Campo. Il tempietto è un piccolo scrigno prezioso ed è quello che resta dell’antica chiesa parrocchiale della pieve di origine benedettina.

L’allarme ebbe una certa rilevanza nella stampa locale e nel notiziario della tv regionale. Si mossero le istituzioni come la Soprimtendeza per il Patrimonio storico e artistico dell’Umbria e l’Amministrazione comunale di allora. La proprietà è della Curia perugina. Trovati alcuni finanziamenti, fu possibile un primo intervento per arrestare i danni dovuti all’umidità.

Subito dopo, però, necessitava il recupero pittorico. Da allora non è successo più niente.

Anche se i finanziamenti necessari non erano esorbitanti. Così le pitture rimangono sempre più un ricordo lontano. Eppure le scene affrescate assumono un significato particolare perché raccontano anche l’episodio di Martino che divide il mantello con il povero: da cui deriva il toponimo del borgo.

Purtroppo l’intera area tutt’intorno ancora oggi è molto degradata. Con un'unica importante condizione di cambiamento che fa sperare: la Pro Loco ha acquistato una porzione di terreno dove sorgeva un centro sportivo privato poi completamente demolito con il cambiamento di proprietà e rimasto abbandonato per anni. In assemblea è stato illustrato un progetto di recupero per offrire alla collettività un nuovo spazio sociale.

Il fatto è di un’importanza storica e civica perché riprende l’impegno della cittadinanza nel cercare di indirizzare lo sviluppo urbanistico del territorio.

Così come succedeva negli anni della Circoscrizione quando si cercò di indicare la crescita attraverso la salvaguardia del verde e la sicurezza. Nacque allora, attraverso un esproprio, l’area verde con IL Cva e l’edificio della scuola media e furono aperti due svincoli di accesso alla E45 per evitare il rischio mortale degli attraversamenti “a raso”.



Lauro Ciurnelli

Inserito sabato 25 marzo 2017


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