24/05/2017
direttore Renzo Zuccherini

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Gasdotti e terremoti. Diritti delle popolazioni e tutela del territorio
Un'opera che porterebbe solo utili alla multinazionale e utilizzerebbe i nostri territori esclusivamente come ‘servitù di passaggio’, per trasportare il metano per la British Gas in Gran Bretagna. Intere aree naturali verrebbero devastate

Domenica 2 Aprile, presso la Sala Convegni del Parco Regionale di Colfiorito, luogo simbolo di tante devastazioni, abusi territoriali, e punto d’incontro fra Umbria e Marche, dalle ore 10,00, si terrà l’incontro nazionale “Gasdotti e terremoti. Diritti delle popolazioni e tutela del territorio”, aperto a tutti.

Organizzato da Mountain Wilderness Umbria, Comitato Norcia per l’Ambiente, Comitato No Tubo, Comitato contro le devastazioni territoriali in Umbria, Comitato No acquedotto per la difesa della Valnerina, Comitato No Inceneritori Terni, Mercato Brado, l’evento ha l’obbiettivo di ribadire la netta e totale opposizione  al progetto Snam metanodotto “Rete Adriatica”,  che attraversando l’intera penisola da Brindisi a Minerbio per circa 700km, intercetta e si sovrappone all’intero sistema di faglie attive dell’Appennino Centrale. Ogni comune attraversato un epicentro a tutti tristemente noto: L’Aquila, Norcia, Foligno, Visso, Cascia, Preci… tanto per citare i più ‘famosi’.

Da oltre tredici anni siamo impegnati nel contrastare quest’opera che porterebbe solo utili alla multinazionale e utilizzerebbe i nostri territori esclusivamente come ‘servitù di passaggio’, per trasportare il metano per la British Gas in Gran Bretagna. Centrali e cabine di decompressione/ ripressurizzazione verrebbero realizzate in zone ad alto rischio sismico come la Valle Peligna, Cittareale a pochissimi km da Norcia, Accumuli…
Il tubo di 1,2 mt,  posto a 5 mt di profondità (i ‘nostri’ terremoti si attestano su ipocentri di 8 - 11 km e spaccano strade e montagne…), necessita di una servitù di 40 mt per la posa del tubo, e la costruzione di strade per consentire l’accesso dei mezzi ai cantieri.

Intere aree naturali verrebbero devastate, corsi d’acqua attraversati più e più volte con lavori di scavo in alveo.

Allo scempio ambientale si aggiunge il rischio oggettivo per le popolazioni di Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio. Dei 30 comuni attraversati 15 sono di rischio sismico 1, 15 rischio sismico 2.

I recenti sismi hanno aggravato lo stato di allerta, facendoci prendere atto della oggettiva e malcelata volontà di non ricostruzione dei piccoli e diffusi centri, unici presidi contro lo spopolamento del territorio appenninico, la perdita totale di identità di luoghi unici per cultura, ambiente naturale, tradizioni.

Una perdita inestimabile di beni immateriali dopo la devastazione materiale.

Basta guardare L’Aquila, colpita nel 2009, per capire come la ricostruzione non avvenga!

Le comunità non possono essere ‘deportate’ per desertificare il territorio e renderlo terra di nessuno, svenduto a due lire a multinazionali che mirano solo a far cassa.

La tutela del territorio coincide esattamente con il diritto delle popolazioni che li abitano all’autodeterminazione, al ritorno nei luoghi in cui da sempre convivono con una terra ballerina.

Ogni paese e borgo va ricostruito con rigidi criteri antisismici, -non solo quelli ‘simbolo’ su cui sono sempre, strumentalmente, accesi i riflettori-, e non esposti ad ulteriori inutili rischi. Proprio per le caratteristiche oggettive dei nostri territori, ogni piccola realtà può tornare ad essere e diventare parte di un ‘villaggio diffuso’, una rete di opportunità in cui il turismo ambientale possa crescere e radicarsi.

Non servono tubi e grandi opere, ma solo criterio e razionalità e soprattutto trasparenza e correttezza nelle scelte politiche.

All’incontro sarà presente il geologo Francesco Aucone.

Hanno già dato la propria adesione il Comitati No Tap della Puglia, il Comitato Montanari Testoni e le Bsa di Norcia, il Gruppo d’Intervento Giuridico, i Comitati Abruzzesi, la Federazione Provinciale Cobas di Terni.

UmbriaMountainWildernes




Inserito venerdì 31 marzo 2017


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Commenti

Nome: Franz
Commento: Non capisco l'articolo: Si contesta un'infrastruttura da costruire per il fabbisogno di energia o si contesta la natura per i suoi terremoti? Il mio pensiero è che c'è sempre qualcosa da cavalcare contro da parte di politicanti senza scrupoli.

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