24/10/2017
direttore Renzo Zuccherini

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Il ritorno del Bartoccio
Rappresentava una presenza critica nella Perugia papalina con le sue bartocciate in dialetto perugino contro i potenti e i signori di sempre: anche oggi resta l’esigenza di una voce irriverente e satirica

Bartoccio, maschera di carnevale, disegno di Marco Vergoni

Sabato 22 aprile presso la sede del Tieffeu “Teatro di Figura” di Mario Mirabassi si è tenuta l’assemblea annuale dei soci della Società del Bartoccio. L’ordine del giorno fra i vari argomenti prevedeva il rinnovo degli incarichi e il tesseramento 2017. Per il prossimo biennio si è deciso di cooptare tutti i presenti per ampliare il Consiglio Direttivo.

La maschera del Bartoccio è stata recuperata da Renzo Zuccherini e adesso dovrebbe essere rilanciata. L’immagine era ed è quella di un paesano venuto dal Pian del Tevere e che compariva nell’acropoli durante il carnevale.

Rappresentava una presenza critica nella Perugia papalina con le sue bartocciate in dialetto perugino contro i potenti e i signori dell’epoca e di sempre. Dava voce a tutti coloro che generalmente vivono una posizione di sottomissione. Il governo pontificio cercò di annullare un anonimato difficile da digerire.

Successivamente il Bartoccio dopo l’unificazione d’Italia “fu assunto a simbolo di indipendenza e liberazione”, come dice una nota di presentazione del programma 2013.

Oggi ovviamente i tempi sono cambiati, ma non del tutto e forse resta l’esigenza di una voce irriverente e satirica.



Lauro Ciurnelli


Inserito venerdì 5 maggio 2017


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