14/12/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Tradizioni di maggio: Balla la terra? Balla la terra!
Festival delle tradizioni del maggio, a Preci dal 26 al 28 maggio

Quando un evento naturale riesce nella sua potenza distruttiva a togliere le certezze su cui poggiamo la nostra esistenza, come la casa, gli affetti, il lavoro, i beni materiali e immateriali, ci rendiamo conto di come sia difficile poi ripartire, ricostruire e tornare alla normalità.

Se per ricostruire servono persone, istituzioni, leggi adeguate, per rinascere e riabitare servono interventi sulle persone e sui soggetti piuttosto che sugli oggetti.

E’ in questa direzione che il Comune di Preci intende operare cercando nelle radici, nelle tradizioni, nella cultura, nei valori identitari della comunità un appiglio solido, fermo, profondo per poter riconoscersi e condividere insieme i valori comunitari.

Un’azione che è prima di tutto una Ricostruzione della cultura dei luoghi.
Per questo motivo ritorna TRADIZIONI DI MAGGIO, festival di musica e cultura tradizionale del territorio dove tutti possono diventare protagonisti partecipando agli STAGES PRATICI, agli APPROFONDIMENTI, alle MOSTRE, ai CONCERTI, alle STORNELLATE, alla RASSEGNE dei gruppi di maggiaioli, e alle OFFICINE, sorta di laboratori tradizionali dove tutti possono ritrovare il gusto alla partecipazione attiva nelle forme musicali tradizionali della nostra cultura: saltarello- stornelli- ballo. La presenza di artigiani costruttori di strumenti (organetti, fisarmoniche, zampogne, tamburelli, chitarre, mandolini, percussioni) insieme ad una rappresentanza di editori Umbri, arricchiranno l’offerta culturale del FESTIVAL pensato per una totale immersione nel mondo del popolare.

Quest’anno il Festival TRADIZIONI DI MAGGIO prende il nome di BALLA LA TERRA e ha come protagonista la musica tradizionale dei territori all’interno del cratere, la zona che accomuna e riunisce i territori colpiti dal sisma. Le tradizioni orali presenti in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo sono simili in stili, forme prassi esecutive e rituali, lo stesso saltarello nelle declinazioni cantato, ballato e suonato sembra essere il comun denominatore che lega oltre l’evento nefasto, le comunità colpite ( la cartina geografica del sisma sembra coincidere con quella del saltarello del centro Italia).

Balla la terra è la possibilità di cantare e ballare utilizzando il saltarello e gli stornelli per esorcizzare un qualcosa di ingestibile ma profondamente naturale e legato imprescindibilmente alla storia degli Appennini.

In questo la forza, la potenza e la funzione delle forme della cultura orale tradizionale del territorio sono uno strumento su cui soffermarsi perché nel momento festivo e rituale si rinnovano i valori identitari così profondamente messi in gioco. Senza mancare di rispetto alle popolazioni che hanno avuto la tragedia delle vittime - nelle quali è predominante il lavoro dell’ elaborazione del lutto - nei luoghi dove le case hanno retto, è importante anche l’elaborazione del vissuto per l’attaccamento al luogo e alla cultura del luogo.
Un piccolo spettacolo nella piazza del Comune (zona rossa) sarà il simbolo della volontà di rinascere.

Vi aspettiamo tutti a Preci per aiutare la sua popolazione e gli ospiti regionali a tornare nelle loro “normalità”, alzando l’albero del maggio, cantando stornelli, serenate e dispiegando la forza del saltarello cantato, suonato e ballato:

FESTIVAL TRADIZIONI DI MAGGIO - PRECI 26-27-28-Maggio

Balla la terra? Balla la terra!
DOPPIO CONCERTO PER L’APERTURA DEL FESTIVAL TRADIZIONI DI MAGGIO PRECI     
 TRAINANA’ - CANTORI DI CARPINO
Il concerto di apertura del festival è dedicato all’incontro tra il saltarello e la “tarantella del Gargano”con la presenza rispettivamente dei gruppi TRAINANA’ (Marche) e I CANTORI DI CARPINO (Puglia). Il concerto TUTTO DA BALLARE prende forma dal gesto di solidarietà dell’associazione Carpino folk festival –organizzatrice dell’omonimo festival- che ha voluto solidarizzare con le popolazioni colpite dal terremoto riunite a Preci nel segno delle tradizioni, organizzando una trasferta portando la tarantella del Gargano a “soccorso” del nostro saltarello.

Sono rimasti solo pochi posti nelle tende messe a disposizione dall’amministrazione comunale per dormire all’interno del villaggio. Approfittando degli stages e dei concerti, il “popolo delle tradizioni” si sta dirigendo verso Preci per una tre giorni di danza e  ritmi della tradizione.

La giornata si aprirà con lo spettacolo teatrale "Balla la terra? Balla la terra!", una drammatizzazione per sdrammatizzare a cura di Sonidumbra con Mirko Revoyera. Nel pomeriggio proseguirà con la presentazione del festival e una tavola rotonda dove parteciperanno insegnanti dell'Università degli studi di Perugia e per gli stranieri di Perugia, antropologi, etnomusicologi ed esperti di tradizioni "vecchie e nuove".

Il gruppo TRAINANA’,è una formazione marchigiana tra le più conosciute nel territorio nazionale per il suo valore di attaccamento al territorio in anni di ricerca e azione divulgativa delle tradizioni.
Il Concerto de “Lu Trainanà” è un salto nella tradizione più vera e reale, fatta di suoni primitivi ed arcaici, ma ricchi di un fascino energico e “sanguigno”.

Marco Meo: Voce, tamburello marchigiano e ‘gnacchere.
Walter Bianchini: Organetti e percussioni.
Giovanni Cofani: Fisarmonica, percussioni e voce.
Riccardo Monti: Batteria e percussioni

 I CANTORI DI CARPINO,  veri e propri miti per i cultori di musica etnica concluderanno il concerto con l’ energia trascinante della tarantella del Gargano. Nicola Gentile (tamorra e voce), Rocco Di Lorenzo (chitarra battente e voce), Gennaro Di Lella (chitarra acustica), Rosa Menonna (castagnole) e Antonio Rignanese (chitarra battente) sono gli interpreti e continuatori della grande tradizione iniziata con Andrea Sacco, Antonio Maccarone e Antonio Piccininno, ultimo dei cantori morto nel 2016 all’età di 100 anni. Negli ultimi anni i Cantori di Carpino hanno vissuto il passaggio dalla dimensione provinciale a quella nazionale. Artisti come Eugenio Bennato, Renzo Arbore e Teresa De Sio si sono appassionati alla musica carpinese. Proprio Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti sono stati gli artefici del musical folk “Craj”, che poi è diventato un film. E’ merito delle puntuali ricerche di Salvatore Villani e degli appassionati cultori di musica popolare come Rocco Draicchio che, nel 1996, hanno fondato ed animato l’associazione culturale “Carpino Folk festival,” se oggi la tradizione musicale del piccolo centro è stata collocata nel suo contesto originale: lo spazio umano, culturale e musicale del promontorio del Gargano
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Inserito venerdì 26 maggio 2017


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