13/12/2017
direttore Renzo Zuccherini

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Azotea di luna
Giorgio Filippi presenta la sua fatica editoriale

Giorgio Filippi, Azotea di luna. Poesie dal terrazzo sopra il tetto
A cena con l'autore
giovedi 22 giugno 2017, ore 20,00
ristorante Tozza & bocconi, via Baldeschi 5
Durante la cena verranno lette alcune poesie tratte dal libro, che sarà dato in omaggio af ognuno dei partecipanti


Giorgio Filippi, dopo Blu luna ('90), Selene ('98), Endimione (2013) e Cyrano -poesie di luna rossa e girasoli (2015), ha dato alle stampe la sua ultima silloge poetica intitolata Azotea di luna – poesie dal terrazzo sopra il tetto.

Dai titoli delle sue raccolte, nonché dalla lettura delle sue poesie si evince la sua fascinazione nei confronti dell'unico satellite terrestre, che tanto, sin dall'antichità, ha stimolato la fantasia ed influenzato la vita di uomini e donne. Anche per Filippi la luna rappresenta un'articolazione di sensazioni, stati d'animo e sentimenti come  la sensualità, l'amore, il ricordo, l'aspettativa, il disincanto, l'insonnia o l'ultima spiaggia dove approdare.

In questa raccolta l'incipit è dedicato all'affascinante figura di Tina Modotti, fotografa e rivoluzionaria friulana, che trasferitasi in Messico, vi è rimasta sino alla morte. A lei è dedicata, infatti,  la prima poesia ed il titolo della raccolta (azotea in spagnolo significa terrazzo), titolo che prende spunto da una serie di voluttuosi nudi, Tina on the azotea, che Eduard Weston ha scattato alla Modotti. Anche la copertina del libro e le illustrazioni interne sono ispirate alle fotografie scattate alla o dalla Modotti.

Filippi è un poeta essenziale, dolcemente asciutto. I suoi versi seducono per la freschezza da adolescente maturo, per il suo spirito da filosofo del quotidiano che osserva e descrive un gesto semplice nonché per  le sue  sorprendenti soluzioni che stupiscono il lettore lasciandolo, talvolta,  in una sorta di sospensione.

Sono poesie che si leggono in un soffio e hanno la delicatezza di un soffio, poesie che creano dipendenza; siamo costretti di tanto in tanto a riprenderle e a riassaporarle.

Giorgio Filippi, da sempre  intellettuale impegnato politicamente, con la poesia riesce a  prendersi, non dico anni, ma momenti sabbatici, ovvero delle pause, con boccate di ossigeno, grazie alle quali “sopportare” la china che ha intrapreso questo nostro mondo. E menomale che ogni notte sorge la luna “...



Giorgio Croce

Inserito mercoledì 21 giugno 2017


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