21/10/2017
direttore Renzo Zuccherini

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La Fiorita a tutti i costi
Il turismo che indigna. "Turisti a pascolo, agricoltori bloccati. A Castelluccio muore l'Italia"


Per il turismo si passa sopra a tutto.
Vergogna.
Se la popolazione non ha più la casa e deve sopportare tanti disagi, credo che il turista, soprattutto se umbro, potrebbe benissimo fare a meno per una volta di andare a vedere la fiorita, sapendo i disagi che cio' comporta in questo momento. O No?

Lamberto Salvatori

Sabato e domenica come sapete è possibile recarsi al Pian grande e a Castelluccio, con piccoli pulmini percorrendo la 477 da Norcia, si dice per vedere la fioritura.
Gli abitanti di Castelluccio hanno protestato, qui non c'è nulla da vedere se non le macerie.
Io credo abbiano ragione.
Ho trascorso la mia vita tra quelle montagne, come in val nerina o in val castoriana. Dal giorno terribile del terremoto, sono in lutto, si è perso un patrimonio irripetibile, chi conosce a fondo quei luoghi sa di cosa parlo.
Penso che andare ora a Castelluccio a fare i turisti non abbia senso.
Prima bisogna ridare un senso alla vita dei suoi abitanti, ai loro animali, alle loro attività, poi si potrà tornare a dare una mano, comperare lenticchie, formaggi, roveja... A percorrere i meravigliosi sentieri... Spero che un giorno non troppo lontano tutto ciò sia possibile. A presto!

Tenca Primo

Ecco cosa scrive un abitante di Castelluccio:

TURISTI AL PASCOLO, AGRICOLTORI BLOCCATI. A CASTELLUCCIO MUORE L'ITALIA
È ora di parlare forte e chiaro. E di denunciare quanto sta accadendo a Castelluccio. Dove oggi, 1 luglio 2017, si è assistito alla deliberata sospensione dei diritti costituzionali in nome del profitto e del buon nome turistico di Norcia. Buon nome che da oggi dovrebbe essere marchiato per sempre dall’infamia che si deve a chi ha calpestato la dignità e la libertà delle persone. Se vi sembrano parole forti leggete questo: «Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche». È l’articolo 16 della nostra Carta Costituzionale. Ebbene, se fino a ieri i blocchi imposti a residenti, allevatori e agricoltori dell’Altopiano potevano essere giustificati da motivi di sicurezza, oggi non lo sono più. Perché se la strada è sicura per turisti, bambini compresi, al punto da essere utilizzata per una "gita", allora è sicura anche per i lavoratori. Che invece sono stati bloccati. Gli otto trattori degli agricoltori che dovevano utilizzare la stessa strada delle navette, la famigerata 477, sono stati bloccati sul Pian Grande o al valico di accesso alla provinciale per Norcia. Perché signore e signori oggi sulla strada, una strada pubblica e quindi di tutti noi, possono passare solo i mezzi privati di un tour organizzato. I turisti, alfieri consapevoli o inconsapevoli del racconto del "tutto va bene", sono arrivati a Castelluccio scortati da carabinieri e protezione civile. Gli agricoltori e i loro trattori, invece, sono stati bloccati. Proprio dalla Protezione civile, e non si sa bene con quale autorità. Guardateli i volti di queste persone. Bloccati dalle nove di questa mattina senza alcun avviso e umiliati, per primi, dalle navette scortate che gli passano accanto mentre loro non possono muoversi. Sono liberi solo di aspettare e subire. Senza poter bere e mangiare. Guardate gli occhi di questi lavoratori a cui stanno provando a togliere persino la possibilità di fare il proprio mestiere. Guardateli e chiedetevi se è possibile che tutto questo possa accadere, oggi, in Italia. L’Italia che, giova ricordarlo, è «una Repubblica democratica, fondata sul lavoro, la cui sovranità appartiene al popolo». Forse altrove, di sicuro non qui a Castelluccio.

Alessio Pagani




Inserito domenica 2 luglio 2017


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