25/05/2019
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Buche elettorali
La campagna sulle buche produce bitumazioni elettorali: nuove, enormi spese a favore del traffico privato; e intanto non ci sono corsie preferenziali, marciapiedi e percorsi ciclabili urbani



(nella foto, Via Pompeo Pellini)


La insistente, martellante, demagogica campagna di stampa sulle buche sull’asfalto sta già producendo i suoi frutti (elettorali): la macchina comunale si è messa in moto, e sta spendendo milioni di euro per rifare il manto di asfalto delle nostre strade.
Non si tratta più di coprire qualche buca, come si dovrebbe fare sempre, per normale manutenzione: qui si rifanno intere strade, per tacitare le polemiche e per buttare il fumo (del catrame) sugli occhi dei cittadini.
I quali a questo punto (accade anche questo) in diversi casi hanno preso il telefono per protestare per i disagi creati dai lavori.
Ma la verità è un’altra, ed è quella documentata dalla foto: la maggior parte delle strade comunali è in perfetto stato, l’asfalto è liscio come un biliardo, moto e auto corrono come se fossero non a Perugia ma sulla pista di Indianapolis.
E intanto i marciapiedi, quando ci sono, come quello della foto, sono abbandonati e privi di qualsiasi intervento di manutenzione. La foto è stata scattata in un giorno di sole: ma lì, quando piove, il marciapiedi diventa un fosso, una pescolla come si dice da noi, e per giorni nessun pedone può arrischiarsi a metterci... piede. Eppure lì vicino ci sono delle scuole, e tanti ragazzi la mattina, specialmente d’inverno, soffrono a causa di una mentalità tutta a favore del mezzo privato.
Sapete quanto costa rifare l’asfalto di un metro quadro di strada? e quanti metri quadri ci sono in una strada?
Ma soprattutto, se si spendono tutti questi milioni per rifare un manto stradale per il quale basterebbe tappare qualche buca, poi non meravigliamoci se mancano i soldi per mettere in sicurezza le scuole, per fare percorsi pedonali e ciclabili, per avere mezzi pubblici più frequenti e comodi. Eppure è proprio il traffico privato, eccessivo e aggressivo, che rovina le strade e produce le buche: la soluzione allora non sta nel rifare l’asfalto, ma nel ridurre drasticamente il traffico.
I soldi sono quelli: se continuiamo a spenderli per favorire il traffico privato, non bastano per le opere veramente utili.
Smettiamo di rifare il manto stradale, e i soldi spendiamoli per avere più autobus, più frequenti, più piccoli, più comodi, possibilmente elettrici; spendiamoli per fare marciapiedi e percorsi pedonali,  corsie preferenziali per gli autobus, percorsi ciclabili, parcheggi per biciclette, passerelle sul Tevere...
Il paradosso, infatti, è che un metro quadrato di percorso pedonale salva l’asfalto più di dieci bitumature. Specialmente di quelle elettorali.




Inserito mercoledì 15 aprile 2009


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