27/05/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Amori sospesi e Scanzonati
Un "Concerto per trio e voce disturbante"

Castel Rigone, 16 agosto '17. Una piazza S. Agostino piena di gente ha accolto lo spettacolo-concerto “Scanzonati“, un progetto che mette insieme un inedito trio, composto da clarinetto chitarra e basso, e suggella l'incontro tra il clarinettista umbro Gabriele Mirabassi e due musicisti pugliesi, Nando Di Modugno e Pierluigi Balducci in arte Gli amori sospesi, “disturbati” sul palco dalle incursioni di David Riondino. Il sottotirolo recita infatti “Concerto per trio e voce disturbante“: ma lo spettacolo ha dimostrato che la voce e le parole di Riondino, per quanto volessero essere provocatorie e dissacratorie, non erano affatto disturbanti ed anzi, grazie alla cura degli intrecci verbali, delle rime, degli scarti tematici, si affiancavano in modo straordinario e imprevedibile agli intrecci melodici, agli scarti tematici e alla cura esecutiva del trio musicale.

David Riondino ha portato in scena alcuni suoi pezzi forti, dando enensima prova della sua versatilità di attore e della sua capacità compositiva, che gli consente di usare la lingua in modo così stralunato e surreale eppure insieme capace di essere corrosiva e di denudare la retorica del potere. In particolare, al centro dell’attenzione di Riondino, e quinsdi della messa in scena, c’è l’incontro letterario con il poeta anarchico scapigliato Ernesto Ragazzoni (1870 – 1920), i cui versi irriverenti e sorprendenti sono stati letti magistralmente dall’attore: non solo, ma mi pare che anche i vari pezzi, poesie e monologhi, di mano di Riondino, si ispirino largamente allo stile scanzonato e corrosivo del poeta scapigliato.

L'uso delle rime preziose e imprevedibili, l'andamento sommesso da filastrocca, l'uso di un vocabolario ricchissimo ma non ostentato, il tono un po' dimesso e senza retorica, ma di grande icasticità: sono tutti elementi che ricollegano i testi di Riondino a quelli del suo poeta preferito.

Tra questi pezzi, ricorderò il classico Joao Mesquinho, affettuosa presa in giro della musica brasiliana, e persino un surreale rifacimento di un improbabile canto alpino, che narra di un gruppo di alpini finito per errore sulla spiaggia di Copacabana: un pezzo di grande bravura, anche se qualcuno tra il pubblico è sembrato un po‘ spiazzato. Ma Riondino, in realtà, sa esprimere con l’ironia (e con la maestria di un grande attore) il suo affetto per ciò che racconta.

Un progetto riuscito, dunque, questi Scanzonati Amori sospesi, e il pubblico lo ha apprezzato molto.




Inserito giovedì 17 agosto 2017


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