25/03/2019
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Sullo scempio degli Arconi medievali di Perugia
Il pensiero prima di tutto va alla Soprintendenza dell'Umbria alla quale viene da chiedere se ha visto quello che sta succedendo. Poi c'è il mondo accademico cittadino, che sembra aver nascosto la testa dentro i libri come gli amanuensi nei conventi

In questi giorni a Perugia ci si sta rendendo conto dello “scempio degli arconi medievali” di via della Rupe, importanti non solo come esempio di architettura medievale, ma anche per la storia che raccontano.

Il 1° Marzo, giorno di sant'Ercolano, davanti agli “arconi” si concludeva con la “Battaglia dei sassi” il rito identificativo di una comunità durante il quale il Popolo di Perugia si incontrava e scontrava. Sopra di essi sono stati costruiti il Palazzetto del Capitano del Popolo e lo Studio perugino poi diventata sede del Tribunale. Vi si trovava la Farmacia dalla quale partì il tumulto dell'8 maggio 1833, uno degli episodi centrali del Risorgimento perugino cui partecipò il popolano Domenico Lupattelli. Gli “arconi” hanno sostenuto e sostengono la seconda piazza di Perugia, dove per secoli si sono recati i perugini e le perugine per il mercato cittadino.

In definitiva un luogo fondamentale dal punto di vista socio-antropologico per le storie di uomini e donne che racconta, e da quello storico-architettonico che collegato com'è alla Sala della Salara, assieme alla rocca Paolina, gli scavi sotto la Cattedrale, San Pietro e il Pozzo etrusco, è anche parte della Perugia sotterranea.

Ora, interventi effettuati su architetture di tale importanza devono essere rispettosi, delicati, chirurgici e rimovibili con facilità, invece stanno facendo esattamente il contrario.

Quindi, il pensiero prima di tutto va alla Soprintendenza dell'Umbria alla quale viene da chiedere se ha visto quello che sta succedendo. Recentemente il Comune ha fatto sapere che non potrà sostituire la Fontanella dei Giardini Carducci, prodotto seriale in travertino di alcuni decenni fa, ma restaurarla. La fontanella è più importante degli “arconi”? La storia che racconta è più significativa? Merita più attenzione?

Poi c'è il mondo accademico cittadino. Da alcuni anni sembra aver nascosto la testa dentro i libri come gli amanuensi nei conventi . Lo fa per non vedere quello che accade al patrimonio cittadino, così da non turbare la pace di nessuno e non recare fastidio a chicchessia?




Vanni Capoccia

Inserito giovedì 24 agosto 2017


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Commenti

Nome: Giap
Commento: Parli degli arconi? e loro parlano di Monteluce. Parli del traffico in Piazza Italia e corso Vannucci? e loro parlano del Minmetrò. Parli del parcheggio abusivo e prepotente? E loro parlano di Fontivegge. Quando non sanno che dire parlano d'altro come ha fatto Francesco parlando di Monteluce

Nome: Andrea Dozi
Commento: Il fatto che ora ci siano persone, autorità, studiosi che al tempo di san Bevignate, come il sottoscritto, protestavano e ora tacciono o aspettano di vedere come sarà a lavori finiti vuol dire solo che allora non avevano a cuore la chiesa templare ma la candidatura in Comune di sé stessi o di qualcuno

Nome: francesco
Commento: se guardiamo alla nuova monteluce che: "sarà un esempio di recupero che verranno a visitare architetti da tutto il mondo..." no comment! ...a proposito vorrei un consiglio, mi si è rotta l'insalatiera IKEA, la restauro o la ricompro?

Nome: Costanza
Commento: La soprintendenza dell'Umbria ha mai difeso qualche cosa? Il mondo accademico da quando Pietro Scarpellini è morto non apre bocca, sono degli impiegati che difendono il ricco stipendio e basta

Nome: giovanni brozzetti
Commento: Da una prima sommaria valutazione degli atti che sono alla base dell'iter progettuale (progetto preliminare Del.G.M. 401 del 20.11.2013 e progetto esecutivo Del.G.M. 330 del 28.10.2015) appare evidente che non esiste COERENZA FRA IL PRELIMINARE E L'ESECUTIVO, COSI COME INVECE PREVEDE LA NORMATIVA SULLA PROGETTAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE. E COME E' CANDIDAMENTE RIPORTATO NELLA NARRATIVA DEL DELIBERATO DI APPROVAZIONE DEL PROGETTO.In sostanza il PROGETTO ESECUTIVO non può NON ESSERE FEDELE alle linee tecnico-economiche-architettoniche di cui al progetto preliminare. In presenza di modifiche sostanziali (come nel nostro caso) l'Amministrazione avrebbe dovuto riproporre l'iter dal suo inizio. Da notare, pura coincidenza, la data del protocollo della autorizzazione della Sovrintendenza: 28 . 10 .2015, la stessa della delibera della G.M. di approvazione dell'opera

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