21/01/2019
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Vessazioni e insulti omofobi
Omphalos valuterà la costituzione di parte civile


 
 È notizia di oggi che un lavoratore 30enne del perugino è stato vittima per anni di maltrattamenti e persecuzioni a causa del suo orientamento sessuale. Il caso, riportato questa mattina sulle pagine del Corriere dell’Umbria, descrive una vicenda di ripetute violenze e insulti di colleghi e superiori, alle quali è stato sottoposto il ragazzo omosessuale, che ha poi trovato il coraggio di sporgere denuncia.

«Questo ulteriore episodio di omofobia ci ricorda quanto lavoro c’è ancora da fare sul territorio – commenta Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – chi, all’epoca della discussione della legge regionale contro l’omotransfobia, andava raccontando che questo genere di discriminazioni non esistono, è ancora una volta smentito dai fatti e da una triste realtà che è prima di tutto responsabilità delle istituzioni affrontare seriamente. La Regione Umbria si è dotata di una legislazione avanzata in tema di omofobia e transfobia, che contiene disposizioni importanti anche per il mondo del lavoro. È ora il momento di metterle in pratica.»

Omphalos, che da oltre 25 anni si occupa di discriminazioni e diritti delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, trans* e intersessuali), è iscritta nel Registro delle associazioni legittimate ad agire in giudizio a tutela delle vittime di discriminazione e ha dato mandato ai propri legali di valutare la costituzione di parte civile dell’associazione, nell’eventuale processo che si aprirà a seguito della chiusura delle indagini preliminari.

«Come associazione che si occupa di discriminazioni e violenze stiamo valutando la nostra costituzione di parte civile in questo processo – continua Bucaioni – l’omofobia è una vera e propria piaga sociale, che oltre ad arrecare un gravissimo danno alle vittime, alimenta lo stigma e i pregiudizi verso le persone omosessuali. Non siamo più disposti a tollerare simili episodi e continueremo a fare tutto il possibile per dare aiuto e sostegno concreto alle vittime e per contrastare culturalmente e legalmente omofobia e transfobia.»

«Chiediamo inoltre che la stessa valutazione sulla costituzione di parte civile venga fatta anche dalla Regione Umbria – conclude Bucaioni – che in base all’articolo 11 della recente legge regionale contro l’omofobia e la transfobia approvata nell’aprile di quest’anno, può costituirsi parte civile nei casi di violenza commessa contro una persona a motivo dell’orientamento sessuale, che siano di particolare impatto e rilevanza sociale nella vita della comunità regionale.»

Perugia, 13 ottobre 2017
Ufficio Stampa



Omphalos

Inserito sabato 14 ottobre 2017


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