20/09/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Sì, maestre per la cittadinanza!
Lo striscione scomparso e l'intervento dell'Ufficio Scolastico Regionale

Tutto è cominciato con uno striscione sul quale quattro maestre hanno voluto scrivere questa semplice frase. Una frase che vuole affermare che a scuola ogni bambino ha gli stessi diritti. E visto che la legge prevede che ci sia una disciplina denominata “cittadinanza e costituzione” e che, come insegnanti, siamo chiamate a contribuire alla costruzione nei nostri alunni di una “competenza di cittadinanza”, pensiamo di avere il diritto di dire la nostra su questo argomento. E se lo facciamo non stiamo manipolando i bambini, noi siamo tenute a farlo, perché siamo educatrici e abbiamo il dovere di garantire a tutte e tutti gli stessi diritti.

E’ per questo che il 3 ottobre, giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione (istituzionalmente voluta e sulla quale le scuole sono invitate a riflettere insieme agli studenti), abbiamo sentito il bisogno di posizionare questo striscione sulla rete di recinzione della nostra scuola, per le famiglie che non possono avere la cittadinanza e per le altre famiglie che la cittadinanza ce l'hanno.

Lo abbiamo fatto anche per rispondere all'appello-petizione di un maestro. Franco Lorenzoni ha infatti sollecitato  le e gli insegnanti di tutte le scuole a mobilitarsi e a prendere iniziative, a partire proprio dal 3 ottobre e per un mese a seguire, per portare il tema del diritto alla cittadinanza - per tutti quei bambini e quelle bambine ai quali, pur se nati in Italia, o cresciuti ed educati alla cittadinanza nelle nostre scuole, questo diritto non è ancora riconosciuto - all'attenzione di tutti e "perché al più presto sia approvata la legge attualmente in discussione al Parlamento”.

Nella nostra scuola alcune insegnanti non hanno fatto altro che questo: continuare a lavorare con i bambini in un percorso di riflessione sul tema della cittadinanza, e manifestare in quella giornata la propria  ferma posizione a favore di una legge per la cittadinanza ai bambini. Si voleva dare un segnale alle famiglie ed è stato attaccato questo striscione con scritto
"MAESTRE PER LA CITTADINANZA".

Dopo una decina di giorni (non sappiamo esattamente quando, ma supponiamo sia accaduto verso il 13 o 14 di ottobre),  lo striscione era scomparso, rimosso non si sa da chi. Poi nel pomeriggio del 17 ottobre  le insegnanti della scuola “Collodi” tempo pieno sono venute a conoscenza del fatto che la loro scuola, nella persona della dirigente, era stata fortemente redarguita dall’Ufficio Scolastico Regionale per quella esplicita e ferma presa di posizione e per via di quello striscione che era diventato anche oggetto di un'interrogazione parlamentare. Nella risposta della ministra si legge che quanto accaduto nelle scuole, nella giornata del 3 ottobre, non è stata azione di propaganda, bensì lavoro di informazione e formazione per educare e sensibilizzare le giovani generazioni ai principi di solidarietà e tolleranza, nonché occasione per approfondire le tematiche  dell’immigrazione e dell’accoglienza.

Lasciamo alla sensibilità e all’intelligenza di ciascuno la valutazione di questo triste episodio.
Vogliamo però qui ribadire quanto segue:

• ciò che è stato fatto nelle nostre classi il 3 ottobre, ma, ci sentiamo di dire, anche prima e nei giorni seguenti, rimane entro i confini di regole e leggi ben precise che ci chiamano ad educare i nostri alunni alla cittadinanza, così come ci impegnano a contrastare ogni forma di discriminazione e di ingiustizia;
• ogni volta  che a scuola si parla con bambini e ragazzi, di diritti, uguaglianza, giustizia, cittadinanza, solidarietà, rispetto, impegno civile, in un percorso di riflessione, approfondimento, ricerca, studio, finalizzato alla formazione del pensiero critico, non si sta né manipolando, meno che mai strumentalizzando i nostri alunni.

Ci preme infine sottolineare come la nostra dirigente abbia saputo gestire la vicenda con grande sensibilità.
In ogni caso è solo di qualche giorno fa l’invito con cui Franco Lorenzoni ci esorta a continuare le azioni iniziate il 3 ottobre:
“Prolunghiamo la mobilitazione sulla cittadinanza nelle scuole fino al 20 novembre e organizziamo cento iniziative per la giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, in sostegno della legge sullo Ius soli e Ius culturae”.





Inserito martedì 31 ottobre 2017


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