12/12/2017
direttore Renzo Zuccherini

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Sono già cittadine, sono già cittadini
Un video per lo ius soli. Realizzato da Movimento Cooperazione educativa, Federazione italiana dei Cemea e CESV, il video sarà diffuso in occasione del 20 Novembre, Giornata di mobilitazione per il riconoscimento della cittadinanza



Il 20 novembre è la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ma quest’anno sarà anche la Giornata di Mobilitazione per il Riconoscimento della Cittadinanza.
Riconoscimento della cittadinanza che maestri, educatori, insegnanti, docenti universitari chiedono a gran voce ormai da tempo. Gli stessi insegnanti che guardano negli occhi tutti i giorni gli oltre 800mila bambini e ragazzi che frequentano la scuola con i compagni italiani, ma non sono cittadini come loro. Che si trovano nella condizione paradossale di doverli educare alla “cittadinanza e costituzione” sapendo bene che molti di loro non avranno né cittadinanza né diritto di voto.
In vista della giornata, Movimento Cooperazione educativa, Federazione italiana dei Cemea e Cesv, Centro Servizi per il Volontariato del Lazio, hanno realizzato il video  “Sono già cittadine, sono già cittadini. Insegnanti ed educatori per la cittadinanza”.
Un’iniziativa che si pone, quindi, in continuità con i numerosi appelli lanciati dagli insegnanti negli ultimi mesi (per approfondire su Reti Solidali http://www.retisolidali.it/appello-degli-insegnanti-per-la-cittadinanza/ ).
Il 3 Ottobre scorso, infatti, 992 insegnanti avevano fatto uno sciopero della fame ed un mese di mobilitazione in tutta Italia per il riconoscimento dello Ius soli e dello Ius culturae. Questa iniziativa (su FB c’è il gruppo “Insegnanti per la cittadinanza”) ha innescato scioperi della fame a catena che hanno coinvolto più di 100 parlamentari, rimettendo in gioco la possibilità di discutere la legge sulla cittadinanza in Senato.
IL VIDEO PER IL 20 NOVEMBRE. «Dare la cittadinanza alle nuove generazioni italiane, a quelli che vengono chiamati figli degli immigrati o seconde generazioni significa accendere l’attenzione e la consapevolezza su che cos’è cittadinanza oggi nel nostro Paese». È questo l’appello che dà il via al video, un grido pacato, corale.
Voci di maestri, docenti universitari, esperti e rappresentanti istituzionali che pongono, in fondo, tutti la stessa domanda: cos’è essere cittadino italiano oggi?


È così che la storia di Ania Tarasiewicz (Movimento italiani senza cittadinanza) – l’arrivo in Italia a 11 anni, la paura di essere diversi, i continui tentativi di integrazione, lo studio, la costruzione di un’appartenenza – si intreccia con le sfaccettate risposte a quest’unica domanda di fondo: cittadinanza è «formazione ai valori della cultura italiana» (Clotilde Pontecorvo, professore emerito di Psicologia e presidente della Federazione italiana dei Cemea); è «senso di appartenere ad una comunità, curiosità reciproca» (Franco Lorenzoni, maestro MCE).
NON SI PUÒ ASPETTARE. Ad oggi nelle scuole, come spiega nel video Vinicio Ongini, esperto di intercultura del MIUR, «ci sono circa 820mila alunni con cittadinanza non italiana, il 9,2% sul totale della popolazione scolastica complessiva. Ma la novità degli ultimi 5 anni è che all’interno di questo 9,2% sono in continuo aumento coloro che sono nati in Italia».
Gli studenti delle seconde generazioni stanno quindi coprendo, sottolinea Ongini,  un vuoto anche da un punto di vista demografico legato alla diminuzione degli alunni italiani. Sono un elemento dinamico, che tiene in equilibrio il sistema scolastico italiano».
L’APPELLO. Il video lancia, quindi, un appello a tutti gli insegnanti che lo vorranno ad un nuovo sciopero della fame proprio il 20 novembre e ad organizzare in tutte le scuole italiane momenti di discussione sullo Ius soli, che Pietro Bartolo, responsabile del Presidio sanitario di Lampedusa, definisce come «un atto di grande civiltà e giustizia nei confronti di chi si sente italiano».
«Siamo in tanti ad aderire allo sciopero della fame e al movimento per lo Ius soli e lo Ius culturae per tutti i bambini e i ragazzi nati in Italia». Sono queste la parole del maestro Marco Rossi Doria, esperto di dispersione scolastica. «A scuola insegniamo il diritto di cittadinanza e i doveri dei cittadini. È per noi intollerabile che questi stessi bambini non abbiano poi i loro diritti».
L’ITALIA È IN RITARDO. « L’Italia ha ratificato, con la Legge 176 del 1991, la Convenzione ONU del 1989 sui diritti dell’infanzia: diritto all’identità, al nome, alla famiglia, all’espressione, alla partecipazione democratica nella scuola e nel proprio contesto di vita, alla cittadinanza». Per  Giancarlo Cavinato, segretario nazionale MCE, «il fatto che ancora oggi ci troviamo ad attendere una legge che riconosca la cittadinanza a minori nati in Italia e che studiano in Italia a noi sembra un paradosso. Bisogna insistere perché questa legge al più preso venga approvata».
Questo il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=xCCgvnjx9D0
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Il video è realizzato da Myrice Tansini (https://www.facebook.com/videoritratti/) (http://videoritratti.strikingly.com/) e prodotto da Cesv.




Inserito venerdì 17 novembre 2017


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