22/10/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La demagogia del Frecciarossa
Il Frecciarossa passerà da Perugia. E' una grande vittoria? No, è demagogia. Che cosa resterà per il trasporto locale? Che cosa resterà per l'ammodernamento della rete e del servizio?

I politici nostrani, locali e nazionali, si stanno sbracciando per avere il Frecciarossa a Perugia, e stanno già sbandierando una probabile grande vittoria: il Frecciarossa passerà da Perugia.
E' una grande vittoria?
Permettetemi di dubitarne.
Se guardiamo alla situazione del trasporto ferroviario nella nostra regione e a Perugia, possiamo constatare una situazione allucinante: pochissimi collegamenti importanti con Roma e Firenze, binario unico su quasi tutta la regione, i lavori per il raddoppio della Orte-Ancona fermi o con tempi geologici, la ferrovia Sansepolcro-Terni spezzettata e ferma, con dei lavori di adeguamento che la terranno chiusa tre anni per poi restituirla forse più a norma ma ancora legata a una concezione medievale del trasporto regionale.
Nessun collegamento di tipo metropolitano nell'area più popolosa della regione, che è il Perugino, sebbene le linee ferroviarie ci siano, per quanto vecchie e contorte.
Treni locali che riescono ad accumulare venti minuti di ritardo sui 22 chilometri da P.S.Giovanni a Foligno.
Per non parlare dello stato delle carrozze.
Eppure, in una situazione del genere, i nostri politici (maggioranza ed opposizione, dal Pd ai 5S, dalla Lega ai centristi, ecc.), che non hanno mai fatto nulla per lo sviluppo del nostro sistema ferroviario, improvvisamente si sono messi a strillare a favore della Frecciarossa.
Ma a chi serve il treno in Umbria? Serve a centinaia e migliaia di studenti e lavoratori che dalle varie località raggiungono i luoghi di lavoro e di studio, sia in Regione (Perugia, Terni, Foligno, ecc.), sia fuori (Roma soprattutto).
Per i pendolari non si è mai mosso un dito.
La Frecciarossa, che partirà da Perugia dalle 5.15, oltre a lasciare fuori tutta l'area orientale e meridionale della regione, oltre a lasciare Castello e Gubbio nel limbo del loro isolamento, serve in realtà solo a una minoranza di professionisti che devono raggiungere Milano in mattinata. Ottima cosa: ma per la maggioranza di lavoratori, studenti, professionisti, cosa rimane? E anche per i pendolari diretti a Firenze, il Frecciarossa rappresenterà un bell'aggravio di costi di biglietto/abbonamento.
Un dato viene taciuto: che tutti i trasporti ferroviari che servono la regione sono pagati non tanto dal biglietto dei viaggiatori, quanto dal sostanzioso contributo della Regione, cioè dalle nostre tasse.
Il che vuol dire che le nostre tasse, e il contributo regionale, ora saranno dirottati in gran parte sulla costosa Frecciarossa, che Trenitalia non mette a disposizione a proprio rischio, ovviamente.
Che cosa resterà per il trasporto locale?
Che cosa resterà per l'ammodernamento della rete e del servizio? Per il collegamento delle località minori?
Questa non è politica dei trasporti, questa è demagogia.




Inserito lunedì 20 novembre 2017


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