21/04/2018
direttore Renzo Zuccherini

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Preghiere sì ma anche politica e informazione
Bene appelli e preghiere ma serve anche altro a cominciare dal dire la verità su quello che succede In Israele e Palestina

Molto bene l'appello "Chiedete pace per Gerusalemme" del Vescovo di Assisi e dei rappresentanti delle varie Famiglie Francescane e la preghiera di domenica 17 dicembre per la Terra Santa.
Iniziativa lodevole ma purtroppo per la pace in Medio Oriente non bastano le preghiere ma occorre la politica, anzi una politica di pace.
Non va certo in questa direzione né la scelta di Trump di piazzare l'ambasciata statunitense a Gerusalemme, e ciò va detto e contrastato in maniera forte, ma soprattutto quello che succede quotidianamente in Israele e Palestina.
La costruzione di continui insediamenti abitativi nei territori palestinesi, la costruzioni di muri, lo sradicamento di ulivi, l'accaparramento delle risorse idriche, le difficoltà poste agli spostamenti, al lavoro, ai diritti umani, le vessazioni di vario tipo, l'arresto e la prigione per un milione di palestinesi (circa un quarto degli abitanti palestinesi) in 50 anni ecc..sono una situazione inaccettabile che non solo non solo hanno vanificato le tante risoluzioni dell'Onu (per altro nella quasi totalità dei casi non rispettate da Israele nel silenzio dei vari stati appartenenti a cominciare da quelli arabi), ma hanno reso impossibile anche la realizzazione di "due popoli, due stati" così come sottoscritto e voluto.
Ecco di tutto questo vorremmo che si parlasse ad Assisi "città della Pace" e gemellata con Betlemme dal 1979 cosa di cui nessun cittadino finora si è accorto.
Manca la politica ma manca anche l'informazione.
Il 2 dicembre, cioè appena 10 giorni fa e 4 giorni prima della scelta di Trump, come circolo culturale "primomaggio" abbiamo presentato a S. Maria degli Angeli un bel libro "CINQUANT'ANNI DOPO. 1967-2017 I territori palestinesi occupati e il fallimento della soluzione dei due Stati" di Chiara Cruciati (insieme a Michele Giorgio) un'angelana che ha vissuto per sei anni in Palestina.
Ebbene non è passata nemmeno una riga sui 3 giornali con cronaca locale, sui siti locali (almeni 3) e sulle pagine facebook dei vari paesi del comune.
Occorrono morti, eventi, personaggi o mode per capire la drammaticità di una situazione quotidiana che riguarda milioni di persone?.
Quando è che questa città avrà una cultura vera di pace che permei anche l'informazione e non sia solo un'astrazione simbolica ed un richiamo rituale per vendere meglio il prodotto e l'immagine Assisi?.
Bene appelli e preghiere ma serve anche altro a cominciare dal dire la verità su quello che succede In Israele e Palestina.

Il presidente del circolo culturale "primomaggio"



Luigino Ciotti

Inserito giovedì 14 dicembre 2017


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