16/09/2019
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Sulla "Preghiera alla sacra vulva"
Con sprezzo del ridicolo e sorvolando sulla costituzionale libertà di espressione, i "rappresentanti del sacro" perugini manifestano la loro nostalgia per i tempi in cui le donne non osavano parlare apertamente del piacere sessuale

La performance satirica di Non una di meno Perugia, "Preghiera alla sacra vulva", avvenuta in piazza in occasione dell'8 Marzo 2018, è stata ritenuta offensiva dai credenti integralisti del "Popolo della famiglia".

Il Pdf chiede che si proceda all'incriminazione per "Offese alla religione mediante vilipendio di persone”".

Perché non chiedere, già che ci sono, anche l'accusa di Gioacchino Belli, il cui sonetto in tema ("La madre de le Sante") ancora circola liberamente quasi 200 anni dopo esser stato scritto?

In soccorso del Pdf accorre il reazionario "Il Giornale", che conclude un suo articolo in merito con:
"In sordina trapela l'irritazione dell'intero mondo cattolico per quello che a tutti gli effetti sembra un affronto al luogo simbolo della cristianità perugina. La Cattedrale dove è conservato il Sacro Anello, la reliquia dell'anello nuziale di Maria. Vergine madre di Dio. Altro che femministe".

Con sprezzo del ridicolo e sorvolando sulla costituzionale libertà di espressione, su sentenze in merito alla divinità della Madonna, sul fatto che anche la società italiana si stia sempre più "secolarizzando" (svincolandosi sempre più, nei fatti, dai dettami clericali), i "rappresentanti del sacro" perugini manifestano la loro nostalgia per i tempi in cui le donne non osavano parlare apertamente del piacere sessuale.

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Nicoletta Bernardi
Coordinatrice Uaar Perugia
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Inserito sabato 17 marzo 2018


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