24/05/2018
direttore Renzo Zuccherini

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Assisi: Nuovi assessori e dimissioni di Franco Matarangolo
La scelta dei nuovi assessori è il frutto di un fallimento politico del sindaco nella scelta degli assessori, da lei voluti, Eugenio Guarducci, Italo Rota e Claudia Travicelli, cui se ne aggiunge uno ancora più pesante che è quello delle dimissioni di Franco Matarangolo

Colgo l'occasione per fare sinceri auguri, di proficuo lavoro per il bene della comunità oltre che della loro immagine, ai due nuovi assessori del Comune di Assisi Alberto Capitanucci e Massimo Paggi (di cui cui sono stato collaboratore, per un mandato, come economo quando ha fatto il presidente della Pro Loco di S. Maria degli Angeli), ma ricordando al primo il sottile muro che spesso divide gli interessi del libero professionista da quelli pubblici ed al secondo la simpatia familiare per un altro progetto politico nell'ultima campagna elettorale.


Gli auguri non possono però mascherare che la loro scelta è il frutto di un fallimento politico del sindaco nella scelta degli assessori precedenti, da lei voluti, Eugenio Guarducci, Italo Rota nonchè Claudia Travicelli dimissionatisi o spinti a farlo già ben prima di metà legislatura.


A questa sconfitta a mio avviso se ne aggiunge una ancora più pesante che è quella delle dimissioni di Franco Matarangolo da consigliere comunale nonchè la sua fuoriuscita dal Pd che è rimasto silente.


Pesante, anzi pesantissima, perchè l'avvocato Matarangolo non è una perdita solo per la maggioranza di governo ma lo è per la città tutta essendone una figura significativa, se non la più significativa, del consiglio comunale in cui la sua capacità di analisi politica, le sue proposte, la sua profondità di riflessione ed il suo eloquio (che ricordavano alcune delle migliori figure consiliari del passato) oltre alla sua esperienza politica lasciano un vuoto che non sarà colmato negli scranni in cui la qualità non abbonda di certo.


Paga un prezzo molto alto, senza riconoscimenti, pur avendo creduto nel cambiamento possibile in questa cittàe sostenuto fortemente il progetto politico che voleva rappresentarlo e le persone che lo incarnavano.


La sua uscita noi la leggiamo come la presa d'atto, da parte sua, dell'impossibilità di cambiare, della subordinazione al mondo religioso che da laico ha cercato di evitare, come la fine di una narrazione che vedeva, nella gioventù, nella novità, nella freschezza, nella questione di genere (lui che si era battuto come noi per le quote rosa costringendo giuridicamente l'ex sindaco Ricci a cambiare la sua giunta) la speranza non solo di una risposta al malgoverno precedente ma anche una "piccola" rivoluzione.


Fallita non solo la "rivoluzione" ma anche il "riformismo" auspicabile e possibile ha ritenuto che la spinta propulsiva, solo elettorale secondo noi, fosse finita ed ha ritenuto doveroso sbattere la porta.


E pensare che per arrivare a questo "sogno" aveva ritenuto utile chiudere con l'esperienza de La Mongolfiera e del successivo Buongiorno Assisi per entrare in quel PD da cui oggi ha deciso di uscire, mentre alcuni di noi abbiamo tentato, con le difficoltà del caso e numeri piccoli e insufficienti, a mantenere le idee e le esperienze non solo nel nome - @ sinistra - ma anche nei fatti.

Per chiudere oggi in giunta c'è un elemento di novità: tutti gli assessori sono, finalmente, di Assisi (comune ovviamente) e vediamo se la passione si sposa con le professionalità per modificare un percorso che ha preso una brutta china.


Luigino Ciotti - presidente



Associazione @ sinistra

Inserito mercoledì 25 aprile 2018


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