12/12/2018
direttore Renzo Zuccherini

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Una città che guarda al passato
Che fine ha fatto il Pums? Quali piani e progetti verranno messi in campo? E che credibilità potranno mai avere se parallelamente si incentiva al massimo la mobilità privata, allargando i già labili limiti della Ztl e tagliando le corse dei mezzi pubblici?

Il modello di città che quest'Amministrazione sta promuovendo guarda al passato, e non solo per l'obbrobriosa #Perugia1416, ma per decisioni che riguardano il quotidiano e la vita di tutti i cittadini e le cittadine.

Nei mesi passati ci sono stati vari tavoli di confronto che avrebbero dovuto portare all'elaborazione del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile), aperti a cittadini/e e realtà associative, sia di categoria che sociali, finanziati con soldi pubblici: la maggior parte delle richieste andava in direzione opposta a quella che la Giunta si appresterebbe a prendere, dietro la spinta dei commercianti dell'area (o almeno di una parte di essi).

Che fine ha fatto il Pums? Quali piani e progetti verranno messi in campo? E che credibilità potranno mai avere se parallelamente si incentiva al massimo la mobilità privata, col dispositivo composto di allargare i già labili limiti della Ztl e tagliare le corse dei mezzi pubblici? Senza considerare che sarebbe uno spreco di risorse sia economiche che di tempo, e anche una presa in giro, promuovere la partecipazione ai tavoli di confronto e poi prendere le decisioni in altra sede senza tenere minimamente conto dei risultati.

Nel merito, io oltretutto continuo a chiedermi: ma davvero questi illuminati commercianti ritengono che i problemi delle loro attività dipendono da una Ztl chiusa dalle 7 alle 13 dal lunedì al venerdì?

Senza contare che la rivitalizzazione di un'area come il centro storico non coincide esclusivamente con gli interessi, seppur legittimi, degli operatori commerciali, posto che una decisione come questa li favorisca, cosa di cui io dubito fortemente.

In tutte le città principali, si stanno realizzando politiche che liberino sempre più aree urbane dalle auto, sia circolanti che in sosta, restituendo gli spazi alla vita delle persone, e questo porta come conseguenza anche maggiori benefici per le attività commerciali.

Perugia va in esatta controtendenza, e i risultati si vedono: ogni spazio esautorato da auto, con automobilisti sempre più arroganti nel ritenere loro diritto parcheggiare ove ritengono più comodo, sia esso marciapiede, piazza, striscia pedonale: un immagine di città orrenda, quella che lascia impressa negli occhi di chi la visita (lo posso dire anche per esperienza diretta).

Cosa fare, come reagire?

Qualche tempo fa, quando ci furono le prime avvisaglie di questa decisione, un gruppo di associazioni elaborò un documento molto critico e lo portò all'attenzione pubblica: io penso sia il caso di riprenderlo, al limite anche di riproporlo tale e quale, ma di non lasciare passare questa decisione, anche se pare ormai presa, nell'indifferenza.

Auspicherei inoltre che nella sede del confronto più appropriata, ovvero il Consiglio Comunale, si levassero le voci dell'opposizione: facciano sapere cosa ne pensano e cosa pensano di fare.

 



Paolo Festi

Inserito domenica 10 giugno 2018


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