21/01/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La salute nella città è un bene comune da tutelare
Favorire l‘inquinamento è un gravissimo peccato sociale. Il centro storico esplode di traffico motorizzato. La libera circolazione delle auto private ha raggiunto livelli mostruosi. Imperativo politico e morale per ridare ordine è cambiare modello culturale, dando alla pedonalità e al trasporto pubblico il legittimo spazio che meritano


Una radiosa mattinata maggiolina completa di sole, brezza accarezzante e un cospicuo programma di visite a monumenti e vie del percorso cittadino.

Un invitante itinerario... ma c’è un problema: ancor prima di cominciare, si è imbottigliati in una tortuosa “gimkana”, anzi in un groviglio informe di automobili, furgoni, motorette scoppiettanti e chi più ne ha più ne metta.

Ardua impresa muoversi nella Perugia “a misura di turista”.

Chi penserebbe mai di accogliere ospiti facendoli pranzare nella toilette o nello sgabuzzino delle immondizie? Eppure e` cio` che in tutta naturalezza si sta facendo in citta` con i turisti: gran dispiego di tavolate con piatti abbondantemente conditi... di aria tra le più mefitiche ed efflucvi tra i più pestilenziali.

Ci si preoccupa di far apprezzare la città per bellezza, ordine e decoro, ma persino l’abile Braccio Fortebraccio vi si troverebbe con le gambe tagliate.

Il centro storico esplode di traffico motorizzato. La libera circolazione delle auto private ha raggiunto livelli mostruosi. Oggi si cerca ancora di addomesticare il Leviatano con il Pums, vale a dire il “piano urbano per la mobilità sostenibile”.

La ricetta contiene sempre gli stessi ingredienti: anelli, rotonde, bretelle, nodi, sensi doppi e sensi unici, divieti, assi di penetrazione, vie di scorrimento, varchi elettronici, parcometri e parchimetri, zone a traffico strisciante, Ztl e segnaletica, tanta segnaletica...

Interventi tutti “auto indirizzati”, mentre il tema della pedomalità non viene mai affrontato: la parola “pedone” può perfino considerarsi estinta dal vocabolario corrente.

E così, per non inimicarsi i “bottegai”, la cosiddetta “politica auto tollerante” preferisce “affumicare” i cittadini.

Regna sovrano un silenzio complice sui danni provocati dal traffico automobilistico: l’Italia, si legge nel rapporto dell’Oms, ha circa 91.000 decessi all’anno per cancro, causato dall’inquinamento atmosferico, ma neppure lo spettro del cancro è sufficiente a disinnescare la moda del “muoversi stando fermi”!

C’e` un assecondamento passivo, un piacere nel sentirsi chiusi in auto a inalare e fare inalare ai passanti, dosi di composti melmosi, tipo ossido di carbonio, anidride solforosa, biossido di azoto, idrocarburi...

È mai possibile che il cittadino si innamori del proprio carnefice?

Le politiche urbane devono avere come priorità la salute: un diritto umano fondamentale e un bene comune essenziale per lo sviluppo socio-economico e per la prosperità di Perugia.

La libera circolazione non regolamentata delle automobili private spinge verso stili di vita non salutari.

La nuova “epidemia urbana” è in agguato e i rischi conseguenti riguardano tutti.

Quando le scelte amministrative offendono la qualità della vita e mettono in gioco la salute, quando viene negato il diritto all’aria pulita, l’azione di classe dei cittadini diventa un obbligo.

Il guazzabuglio dei vari Piani regolatori ha prodotto confusione e cattiva interpretazione.

Il tema del traffico non può essere disgiunto da un generale Piano di assetto territoriale.

Imperativo politico e morale per ridare ordine è cambiare modello culturale, dando alla pedonalità e al trasporto pubblico il legittimo spazio che meritano.

Se non cambiamo presto le abitudini, i fallimenti della politica del traffico “auto convulsivo” saranno destinati a susseguirsi ancora senza soluzione di continuità, minando la qualità della vita delle generazioni future.




Mauro Monella

Inserito venerdì 15 giugno 2018


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