14/11/2018
direttore Renzo Zuccherini

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Anpi: non ci può essere in Assisi un giardino per Almirante
Il tentativo di riabilitare uno squallido personaggio come Giorgio Almirante è vergognoso ed inqualificabile, soprattutto nell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali, firmate anche da Almirante

Quale Presidente della Sezione Anpi Valle Umbra Nord ritengo doveroso intervenire sulla questione della toponomastica cittadina, in particolare sull’esistenza in Assisi di un giardino intitolato ad Almirante.
Quella che è stata un improvvida scelta di un Amministrazione precedente, ancora oggi è foriera di veleni e si colloca contro i valori che da sempre la città di Assisi ha rappresentato.
Sappiamo che i tentativi di sdoganare il fascismo nascondendone gli aspetti più atroci di dittatura colpevole di deportazioni, pulizie etniche e assassinii di massa sono stati messi in atto fin dall’immediato dopoguerra da una classe dirigente in gran parte collusa con il regime.  Oggi gli eredi di quella classe dirigente vogliono imporre, complice la destra al governo, un’accelerazione di questo processo, sfociando in marchiane prove di revisionismo storico
Il tentativo di riabilitare uno squallido personaggio come Giorgio Almirante, è vergognoso ed inqualificabile, soprattutto perché avviene in un momento in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali, firmate anche da Almirante, responsabile mai pentito. A tal proposito giova sottolieare quanto affermato recentemente dal Presidente Mattarella “Le leggi razziali - che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare "leggi razziste"- rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia.
Oltre alle persecuzione antiebraica, Almirante si è reso protagonista di episodi inqualificabili: nella Repubblica di Salò, quale capo di gabinetto del Ministro Mezzasoma, firmò il bando di fucilazione dei giovani italiani che rifiutavano di arruolarsi nell’esercito della Rsi per combattere assieme ai nazisti.
E fu proprio Giorgio Almirante, il fascista in doppio petto, quello rispettabile, quello con il senso dello Stato, ad essere coinvolto per favoreggiamento nella strage di Peteano, dove furono uccisi il 31 maggio 1972 tre carabinieri con un’autobomba.
Si potrebbe continuare a lungo, ma il giudizio su Almirante, netto e decisivo è già stato dato dalla Storia, non annoverandolo nel ricordo dei suoi figli più illustri.
La stessa città di Assisi negli anni 70’ in occasione dei suoi comizi, è stata teatro di aspre contestazioni nei suoi confronti, a testimonianza del fatto che la sua presenza mal si conciliava con i valori dominanti della comunità.
Come Anpi auspichiamo che l’Amministrazione Comunale voglia dare avvio ad un opera di rivisitazione di tutta la toponomastica cittadina, affinchè le strade, le vie, le piazze ed i giardini siano ispirate ai valori propri del patrimonio ideale e culturale di questa città, perché siamo convinti che è’ profondamente sbagliato, è contro la storia e le origini della Repubblica, utilizzare la toponomastica per ricordare ed additare quindi ad esempio per i giovani chi ha speso molto della sua vita proprio per fare in modo che la democrazia repubblicana non nascesse, ed è quindi stato non un semplice avversario della nascente democrazia ma un suo nemico dichiarato
Diceva Carlo Rosselli: “Siamo antifascisti perché la nostra Patria non si misura a frontiere e cannoni ma coincide con il nostro mondo morale e con la Patria di tutti gli uomini liberi”.

Il presidente Sezione Anpi Valle Umbra Nord



Ettore Anselmo

Inserito lunedì 25 giugno 2018


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