19/09/2019
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Immi-grati e no
Scritta idiota sulla locandina della mostra: perché a persone come lui non interessa chi sia l'altro, può essere chiunque, anche un italiano come lui. Basta che sia diverso da lui... finché capirà che i problemi che ha lui e quelli che la pensano come lui, non dipendono dagli altri ma solo da se stessi

"Rotto i coglioni - L'Italia agli Italiani": È questa la frase che stasera ho trovato scritto sulla locandina della mostra d'arte "IMMI-GRATI", mostra mia e di Ines Renate Doellert.

Oggi era l'ultimo giorno e sono andato a disallestirla. Ho visto la locandina girata e mi sono chiesto come mai lo fosse; ho chiesto a Costanza (mia figlia di 8 anni) di girarla. L'ha fatto e ha letto subito la frase; si è messa a ridere, per la parolaccia. Ho riso anche io, ma non per la parolaccia, ovviamente.

Ho pensato a dove sia arrivato il vento razzista che è partito dal nord e soffia sempre meno leggero anche qui al centro, a Perugia.

In fondo si potrebbe dire che l'idiota di turno si sia fermato al titolo della mostra e abbia subito attivato i suoi discutibili neuroni. Per chi non lo sapesse (per molti) la mostra infatti - con un gioco di parole - parla di gratitudine (immi-grati), è in pratica un omaggio artistico alla terra che ci ha accolti, l'Umbria, di un loro connazionale, il sottoscritto, che viene dalla Sardegna (e quindi dall'Italia, non so se su questa ovvietà il "graffittaro" concorderebbe) una tedesca, cioè di una cittadina forse proprio di quel modello di paese europeo a cui s'ispira il nostro "scrittore", e che (Ines) come me vive da 30 anni in Umbria.

Sono invece convinto che anche se il "poeta" avesse visto la mostra e il resto, e qualcuno glielo avesse spiegato, non avrebbe capito. Ma mica perché sia stupido, magari è più intelligente di me, per dire. Ma perché a persone come lui in fondo non interessa chi sia l'altro, può essere chiunque finanche un italiano come lui. Basta che sia diverso da lui, che sia di una religione, di un colore della pelle, di una cultura, di un paese e poi sarà di una regione e poi di una città e quindi di un quartiere... finché capirà che i problemi che ha lui e quelli che la pensano come lui, e anche tutti noi, non dipendono dagli altri ma solo da se stessi e da tutti noi ovviamente. Da come, un paese come l'Italia, riuscirà ad affrontare le sfide e le difficoltà che il mondo ci pone davanti come cittadini, e la vita come persone.

Intanto insultare me, italiano, credendo che sia uno straniero e insultare la mia cara amica tedesca, è un triplo insulto. A te stesso, e questo magari con un po' di vergogna sono sicuro che lo supererai (in fondo per te è solo una gaffe), a noi italiani ed europei, e questo magari non te ne frega niente perché a te basta andare d'accordo con quelli del tuo partito o gruppo, e - il più grave di tutti - proprio ai veri immigrati che hanno un coraggio nell'affrontare quello che affrontano, che tu che pasticci frettolosamente un insulto in una locandina di una mostra di provincia e poi scappi via, neanche ti sogni!

Pietro Floris

(sardo, umbro, italiano, europeo e oggi anche un po' marocchino, albanese, un pizzico di rom, etc....)





Inserito venerdì 13 luglio 2018


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Commenti

Nome: Vanni
Commento: Chi ha scritto nemmeno si è preoccupato di capire su cosa stava scrivendo. Questa mostra è un atto di gratitudine verso Perugia fatto da un italiano e da Ines che sono sicuro è più perugina di chi ha scritto... Anche se non ha perso accento di Germania

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